Provincia di Vercelli





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Pianificazione territoriale-urbanistica-commercio

1. IL PIANO TERRITORIALE DI COORDINAMENTO PROVINCIALE
L’attività del Servizio è indirizzata a garantire il costante aggiornamento del Piano territoriale di coordinamento provinciale (PTCP) e dei suoi Piani e Progetti di approfondimento, come strumenti di sviluppo e promozione del territorio, indispensabili per poter coordinare ed indirizzare le scelte di trasformazione territoriale dei soggetti pubblici e privati che vi operano. L’adeguamento del PTCP è reso inoltre necessario dall’esigenza di adeguarsi al nuovo Quadro di Governo del Territorio, che la Regione Piemonte ha inteso avviare e ai nuovi atti e strumenti di programmazione sovralocale.
Sul piano operativo, la disponibilità di strumenti di governo del territorio provinciale adeguatamente aggiornati risulta di fondamentale importanza per l’espressione dei pareri di competenza.
Il Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale è stato adottato dal Consiglio Provinciale con D.C.P. n.207 del 28.07.2005 e s.m.i., ai sensi dell’art.7 comma 2 della L.R. 05.12.77 n.56 e s.m.i ed è stato elaborato, in conformità agli indirizzi del Piano Territoriale Regionale (P.T.R.) e alla programmazione socio-economica della Regione. E’ stato approvato in via definitiva dal Consiglio Regionale con Atto n. 240-8812 del 24.02.2009, pubblicato sul BUR n.10 del 12.03.2009, su proposta della Giunta Regionale con atto n.13-7011 del 27.09.2007
 




 
1. 1 L' Adeguamento del Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale (PTCP) al Piano Regionale di Tutela delle Acque (PTA)
La Provincia di Vercelli, in attuazione di quanto disposto dal Consiglio Regionale con atto n. 240-8812 del 24.02.2009, con Deliberazione del Consiglio Provinciale n. 138 del 29 Novembre 2013 ha provveduto ad approvare l’adeguamento del Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale (PTCP) al Piano Regionale di Tutela delle Acque (PTA).
Nello specifico, si è intervenuti sul testo delle Norme Tecniche di Attuazione (NTA) ed in particolare, sono stati modificati gli articoli 38 e 55, delle norme di attuazione medesime e sono stati aggiornati conseguentemente il testo dell’elaborato P1 - Relazione Illustrativa, la Tavola P.1.B/c – “Prevenzione e riduzione del rischio idrogeologico” alla scala 1: 100.000, la Tavola P.1.C/3 – “Le strategie del PTCP per l’Area di Montagna” alla scala 1: 50.000, la Tavola P.2.C/5-6 – “Prevenzione e riduzione del rischio idrogeologico” alla scala 1: 25.000 e la Tavola P.2.C/6-6 – “Prevenzione e riduzione del rischio idrogeologico” alla scala 1: 25.000.
Gli approfondimenti giuridici condotti, hanno portato ad individuare quale modalità di esercizio dell’adeguamento, l’assunzione di una deliberazione di Consiglio Provinciale, così come previsto dall’art. 10 della legge regionale n. 56/1977 riformata, ma va sottolineato come l’atto consiliare abbia, in realtà, un contenuto dichiarativo ed una finalità che si sostanzia nel perseguimento della trasparenza amministrativa e non nella formulazione di scelte pianificatorie .

Cliccando sull’immagine sottostante, sono scaricabili i file relativi alla citata deliberazione con i relativi allegati.



2. PIANI E PROGETTI DI LIVELLO PROVINCIALE, AI SENSI DELL’ART. 8 BIS DELLA L.R. 56/77
Attuazione delle previsioni di P.T.C.P, mediante l’elaborazione e formazione di Piani e Progetti di livello provinciale ( Progetti complessi, Progetti di rilievo Territoriale, Piani Strategici ), nonché mediante l’adesione a Progetti di rilievo Europeo.
Per alcuni ambiti provinciali, considerati strategici per la presenza di singolari elementi di qualità ambientale e paesaggistica e per la presenza di una particolare articolazione progettuale, il PTCP ha definito dei “Progetti complessi” da attuarsi per mezzo di “intese”, al fine di specificare le strategie di area vasta mediante studi di dettaglio ed un confronto diretto con gli Attori locali. La Provincia ha inteso, attraverso una specifica norma di P.T.C.P., promuove accordi, ai sensi dell’art. 15 della legge 241/90 e s.m.i., fra pubbliche amministrazioni al fine di concordare obbiettivi e scelte di scala sovracomunale. Nello specifico la Provincia a partire dal 2007, ha dato avvio,ancor prima della sua definitiva approvazione, all’attuazione del P.T.C.P. attraverso la redazione del “Piano di valorizzazione dell’area Baraggia Vercellese e delle Colline del Gattinarese”. Alla definizione del Piano hanno concorso le risultanze di due studi specifici, il Progetto “SSTILE” legato al programma di iniziativa comunitaria (PIC) INTERREG IIIC e il “Piano di valorizzazione per i centri storici e i beni culturali” legato ad un Protocollo d’Intesa tra la Provincia e i Comuni dell’area di approfondimento. I citati studi sono stati attivati in momenti diversi, con strumenti e metodologie differenti e hanno contenuti distinti e complementari.
Compete inoltre al servizio, la predisposizione di studi e “progetti territoriali” specifici, anche in raccordo con le province confinanti, il rilascio di pareri sugli strumenti di pianificazione dei parchi localizzati sul territorio provinciale e delle Comunità montane, rilascio di pareri su proposte ed ipotesi di modifica delle disposizioni legislative regionali nel campo della pianificazione territoriale e rapporti con INU.

3. RACCORDO CON PIANI E DOCUMENTI ESPRESSI DA ALTRI ENTI.
Coordinamento, attraverso l’espressione di pareri, osservazioni ecc..., degli strumenti di pianificazione sovraordinata, territoriale e settoriale, e le attività di competenza regionale e nazionale (es. PTR, PAI, PSFF, PTO, Piani d’Area dei Parchi, Studi di Impatto Ambientale, disegni di legge regionale ecc.), con gli indirizzi dell’Amministrazione Provinciale, ovvero i Piani di Settore e il Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale.

4. ASSISTENZA TECNICA
Svolgimento della funzione di assistenza tecnica ai Comuni prevista dal D.lgs. 267/2000, sia mettendo a disposizione le competenze specialistiche degli uffici, che sviluppando la condivisione e la gestione con i Comuni dei dati territoriali;
Collaborazione con i Comuni per l'attuazione dei contenuti del P.T.C.P., anche attraverso iniziative pilota;

5. ATTIVITÀ DI SUPPORTO AD ALTRI SERVIZI DELLA PROVINCIA
Espressione di pareri di conformità con il P.T.C.P., nei procedimenti di Valutazione e Verifica di Impatto Ambientale, di autorizzazione di impianti per la gestione dei rifiuti (ai sensi del Decreto legislativo n. 152 del 3 aprile 2006 e s.m.i.), etc….
Contribuendo alla predisposizione di strumenti di settore, quali ad es. il "Piano Cave".

6. ESAME DEI P.R.G. E LORO VARIANTI E FORMULAZIONE DEL PARERE DI COMPATIBILITA’
Espressione del giudizio di compatibilità rispetto al Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale degli Strumenti Urbanistici Comunali (Nuovi PRG – Varianti Generali - Strutturali - Parziali).

A - NUOVI P.R.G., VARIANTI GENERALI – PP CON CONTESTIUALE VARIANTE STRUTTURALE AI P.R.G. REDATTI DAI COMUNI
Funzioni relative all’ espressione di pareri relativi ai progetti preliminari delle Varianti generali o Piani Particolareggiati con contestuale Variante Strutturale redatte dai comuni, ai sensi del combinato disposto del 2° e 6° comma dell’art. 15 della L.R. 56/77. Con l’entrata in vigore del PTCP, considerato quanto definito dall’art. 20, comma 5 del D.Lgs. 267/00 “Testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali”, specificato dalla circolare dell’Assessorato all’Urbanistica 23 maggio 2002, n. 5 PET, i comuni dopo l’adozione di Progetti Preliminari di piani o di varianti, quando questi hanno natura strutturale, richiedono alla Provincia di esprimere parere di compatibilità degli stessi con il Piano Territoriale Provinciale, se in vigore.
Ne deriva che i Comuni dal 12 Marzo 2009 sono tenuti, ai fini del coordinamento e dell'approvazione degli strumenti di pianificazione territoriale da loro predisposti, a trasmetterli alla Provincia per l’esercizio delle funzioni ad essa attribuite dalla regione e, in ogni caso, per l’accertamento della compatibilita' di detti strumenti con le previsioni del Piano Territoriale di Coordinamento.

B - VARIANTI STRUTTURALI REDATTI DAI COMUNI
Funzioni concernenti l’espressione del parere di competenza provinciale, nell’ambito della procedura di approvazione delle varianti strutturali ai PRG, redatte dai Comuni in base alla nuova Legge Regionale 26 gennaio 2007, n. 1. Nello specifico compete al servizio l’espletamento delle seguenti attività:
- partecipazione alle Conferenze di Pianificazione indette dai Comuni presso le sedi municipali;
- convocazione e coordinamento del “Tavolo Tecnico” interno all’Ente Provinciale al fine di formulare il parere provinciale richiesto dalla normativa di cui sopra, riconducendo ad unitarietà le competenze e le discipline riferite ai vari Settori provinciali;
- espressione di parere su deliberazione programmatica, mediante provvedimento a firma congiunta Dirigente di Settore e Assessore competente;
- espressione parere su progetto preliminare, mediante delibera di Giunta Provinciale;

C - VARIANTI PARZIALI
In ottemperanza alla L.R. 56/77 e s.m.i., art.17, comma 7, le Province sono chiamate a valutare la coerenza, rispetto al proprio Piano Territoriale Provinciale ed ai Progetti sovracomunali approvati, delle Varianti Parziali ai Piani Regolatori Comunali, adottate dai Comuni;
La valutazione di compatibilità delle varianti parziali presentate dai Comuni, è effettuato come segue:
1. verifica dei contenuti della variante con riferimento a quanto indicato nel Documento di “Indirizzi applicativi”, approvato con DGP n.43936/00, predisposto da quest’Amministrazione al fine di chiarire, nelle modalità e nei contenuti, quanto previsto dalla LR 56/77, art.17, comma 7, in rapporto alle proprie necessità operative;
2. verifica di compatibilità con le previsioni del Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale approvato con D.C.R. n. 240-8812 del 24/02/09 e pubblicata sul BUR n. 10 del 12/03/2009;
3. verifica di conformità con i progetti sovracomunali approvati di cui la Provincia è a conoscenza;

Il Servizio Pianificazione Territoriale e Urbanistica della Provincia ha predisposto un documento di "Indirizzi Applicativi", scaricabile in formato Pdf. contenente informazioni utili per la redazione, adozione ed approvazione delle Varianti parziali. Il citato documento è stato assuto dalla Giunta Provinciale con D.G.P. n. 132 del 22/12/2015.

7. COMPETENZE IN MATERIA DI PROGRAMMAZIONE URBANISTICA PER L’INSEDIAMENTO DEL COMMERCIOI AL DETTAGLIO IN SEDE FISSA
Funzioni relative alle competenze provinciali in materia d’insediamento delle attività commerciali al dettaglio in sede fissa disciplinate dalla Regione Piemonte con DCR n. 59-10831 del 24.3.2006. Nello specifico compete al servizio l’espletamento delle seguenti attività:
  • istruttoria tecnico - amministrativa per elaborazione del parere provinciale espresso mediante delibera di giunta, sul riconoscimento degli Addensamenti Commerciali Extraurbani (Arteriali) A5 e delle Localizzazioni Commerciali Urbano-Periferiche non Addensate L2 da parte dei comuni della provincia ai sensi della D.C.R. n. 59-10831 del 24-03-2006;
  • convocazione e coordinamento del “Tavolo Tecnico” interno all’Ente Provinciale istituito con DGP n. 1971 del 15.05.2008, al fine di formulare il parere provinciale richiesto dalla normativa di cui sopra, riconducendo ad unitarietà le competenze e le discipline riferite ai vari Settori provinciali;
  • partecipazione ai tavoli concertativi indetti da Comune, prima della definizione del PUC riferito a ciascuna localizzazione L2, per la definizione delle soluzioni viabilistiche per il potenziamento della rete infrastrutturale (art. 26 comma 2 bis) in raccordo con il Settore Provinciale Lavori Pubblici;
  • attivazione e coordinamento della concertazione indetta dalla Provincia nel caso di riconoscimento da parte dei comuni della provincia di Localizzazioni commerciali urbano-periferiche non addensate L2, con superficie territoriale superiore a 40.000 mq., nel rispetto dei tempi e dei modi di cui alla L. 241/1990” ed ai sensi dell’art. 14, comma 4 D.C.R. n. 59-10831 del 24/03/06.

Il Servizio ha partecipato ad un gruppo di lavoro ristretto composto da rappresentanti del Settore Programmazione ed Interventi sui Settori Commerciali della Direzione Commercio e Artigianato, e da cinque rappresentanti delle Province Piemontesi (Province di Alessandria, Biella, Cuneo, Torino e Vercelli) indicati dall’Unione Province Piemontesi con le note del 30.11.2006 e del 12.2.2007, finalizzato alla predisposizione di un documento di “Indicazioni di procedimento ai Comuni e alle Province ai fini del riconoscimento degli addensamenti commerciali extraurbani (arteriali) - A5 e delle localizzazioni commerciali urbano-periferiche non addensate L2”, per agevolare il lavoro tecnico dei comuni. Il documento è scaricabile in formato word.

8. COMPETENZE IN MATERIA AUTORIZZAZIONI COMMERCIALI PER GRANDI STRUTTURE DI VENDITA
Funzioni relative alle competenze provinciali in materia autorizzazioni commerciali per grandi strutture di vendita di cui all’art. 9 del D.lgs n. 114/98, nello specifico competono al Servizio le seguenti attività:
- procedimento istruttorio per l’espressione del parere provinciale nell’ambito della conferenza di servizi indetta dal comune per l’esame delle richieste di Autorizzazioni commerciali per grandi strutture di vendita.
- convocazione e coordinamento del “Tavolo Tecnico” interno all’Ente Provinciale al fine di formulare il parere provinciale richiesto dalla normativa di cui sopra, riconducendo ad unitarietà le competenze e le discipline riferite ai vari Settori provinciali.

 
 
 




Download allegati:


Indirizzi Applicativi
  • Indirizzi applicativi 2015.pdf [ 395 kb ]


    Indicazioni di procedimento
    Indicazioni di procedimento ai Comuni e alle Province ai fini del riconoscimento degli addensamenti commerciali extraurbani (arteriali) - A5 e delle localizzazioni commerciali urbano-periferiche non addensate L2
  • Indicazioni di procedimento.doc [ 105 kb ]



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