Consiglio Provinciale di Vercelli

Sessione Straordinaria

Seduta del 29 Gennaio 2001

Atto n. 169

OGGETTO: Mozioni e ordini del giorno (43852-43853-43855-42260-45913-46138-46226-47608-735-1671-47156). Prot. n. 47460.

 

 

L'anno duemilauno addì ventinove del mese di gennaio, in Vercelli, nella Sala delle Tarsie del Palazzo Provinciale, a seguito dell'avviso di convocazione in data 24 gennaio 2001, n. 2059, diramato ai sensi della vigente normativa, alle ore 15,00, si è riunito il Consiglio Provinciale che è così composto:

BALTARO Giulio, Presidente della Provincia

BERTOLA Patrizio

BOSSO Carlo

BUONANNO Gianluca

CANOVA Gilberto

CHIAPPALONI Giovanni

CORGNATI Giovanni

DAGO Angelo

DE DOMINICI Gian Paolo

DEMARCHI Claudia

FECCHIO Claudio

FERRARO Domenico

FINOCCHI Fabrizio

SCHEDA Roberto, Presidente del Consiglio

FOSSALE Ercole

GUGLIELMINO Valentino

JULINI Norberto

LAZZAROTTO Renzo

MAFFEI Ermanno

NASCIMBENE Roberto

RANGHINO Sandra

ROMANO Francesco

SAVIOLO Paolo

TRICERRI Giovanni

ZAMBONI Giancarlo

 

Il Presidente del Consiglio Avv. Roberto SCHEDA chiama in trattazione l’oggetto suindicato.

Dei sopracitati Consiglieri sono, al momento, assenti i Signori:

1) BERTOLA Patrizio

2) ZAMBONI Giancarlo

     

Assiste il Segretario Generale Dott. Fabio Guarnieri

 

IL PRESIDENTE chiama in trattazione l’argomento in oggetto e riferisce che, in data 21 novembre 2000, il Consigliere Ferraro ha presentato la seguente mozione:

"IL CONSIGLIO PROVINCIALE

CONSIDERATO che la legge 15 marzo 1997 n. 59 ed il collegato DL attuativo del 31 marzo 1998 n. 112, segna l’inizio di un processo di riorganizzazione della P.A., segnato da un forte decentramento delle funzioni detenute dallo Stato, verso le Regioni e gli Enti Locali;

CONSTATATO che lo Stato, demandando alle Regioni il compito di ripartire le proprie competenze, da quelle degli altri Enti (L. 300/99), ha conservato il potere di sostituzione di fronte alla declamata omissione dell’ente (art. 4 – 5 L. 15.3.97 n. 59);

PRESO ATTO

TENUTO PRESENTE

Tutto quanto sopra premesso,

ritenendo che la Città di Vercelli sia la sede più consona per la costituenda Agenzia demaniale e che la Provincia di Vercelli non possa essere privata della presenza della suddetta, il Consiglio Provinciale di Vercelli

IMPEGNA LA GIUNTA E IL PRESIDENTE DELLA PROVINCIA

ad adoperarsi affinché la città di Vercelli sia scelta quale sede dell’Agenzia del Demanio."

Sull’argomento si registrano gli interventi dei Consiglieri Ferraro, Fossale, Finocchi, Fecchio e Romano e dell’Assessore Fra.

Dopodichè il Presidente, preso atto che il Consigliere Ferraro ha dichiarato di ritirare la mozione per ripresentarla alla prossima seduta del Consiglio nella versione esatta, riferisce che, in data 21 novembre 2000, è pervenuta la seguente mozione a firma dei Consiglieri Julini, De Dominici, Fecchio, Ferraro, Demarchi, Tricerri e Corgnati:

"Il Consiglio Provinciale

esaminate e discusse le questioni connesse alla gestione dell’emergenza del dopo alluvione dello scorso mese di ottobre che ha duramente colpito la Città di Trino ed arrecato danni considerevoli anche in altri centri della pianura e della montagna, bloccando fra l’altro per lungo tempo l’accesso alla ValSermenza,

esprime

gratitudine per gli amministratori locali ed i tecnici che si sono impegnati negli interventi di somma urgenza e di sollievo al disagio degli alluvionati;

valuta

importante sul piano etico e politico che gli amministratori si astengano dal fare uso strumentale e polemico degli eventi alluvionali per interessi particolari e di parte, né ostentino competenze tecniche a loro improprie, per tali fini;

considera

urgente impegnare la Giunta ad un crescente impegno in vista dell’assunzione operativa delle deleghe per la protezione civile, dando piena e sollecita attuazione al piano valutazione rischi già redatto, fornendo agli enti locali il supporto tecnico ed informatico e quant’altro è utile alla redazione dei piani d’emergenza, nonché all’allestimento delle strutture tecniche operative da attivare nelle fasi più acute dell’emergenza;

condivide

le sollecitazioni a mettere in sicurezza le popolazioni con lavori urgentissimi di completamento degli argini, pulizia controllata degli alvei, la rimozione della inutile diga dell’ENEL ed interventi sulla roggia Stura e sul fiume Dora e canali derivanti che interessano il territorio provinciale;

constata

che l’evento alluvionale ha reso più evidenti i rischi connessi alla permanenza di scorie nucleari nei siti di Trino e Saluggia ed approva la sollecitudine con cui il Direttore della Protezione Civile, Barberi, intende riunire un gruppo di lavoro a breve termine per l’esame della grave situazione: a tale incontro l’Amministrazione deve portare la ferma intenzione di respingere ogni proposta di provvisorio o quasi definitivo stoccaggio di rifiuti nucleari sul proprio territorio;

considera

importante trarre da questo evento occasione di rilancio innovativo dello sviluppo industriale del territorio, ricercando con ENEL ogni utile contatto per ottenere l’uso dell’area di Leri a scopi di nuovi insediamenti produttivi e rilocalizzazione eventuale delle aziende a rischio

considera

urgente la riadozione del Piano Territoriale Provinciale quale strumento indispensabile per programmare e gestire secondo criteri di sussidiarietà la tutela e la valorizzazione del territorio e delle acque in esso scorrenti, agendo tale strumento come piano di assetto idrogeologico concordato dal livello di governo più vicino alle popolazioni interessate.

valuta

che lo specifico assetto montano della Valsesia vada affrontato per la viabilità provinciale e prossimamente ex-statale che la riguarda con una struttura tecnica decentrata in loco, valorizzando il decentramento già avviato;

considera

indispensabile sospendere il rilascio di nuove autorizzazioni a derivare acqua dal fiume Sesia prima che, alla luce delle modifiche in alveo prodotte dall’ultima alluvione, si sia completato lo studio sul bilancio idrico, finanziato e commissionato dall’Amministrazione,

INVITA LA GIUNTA

a destinare le maggiori entrate disposte dal Governo per la Provincia a vantaggio del rilancio dell’economia nei territori maggiormente colpiti dall’evento alluvionale, contribuendo ad urbanizzare aree alternative per gli impianti produttivi danneggiati ed a rischio."

Intervengono i Consiglieri Julini, Fossale, Tricerri, Canova, Demarchi e Fecchio, gli Assessore Zanotti e Fra ed il Presidente della Provincia.

Non avendo più alcuno chiesto la parola, il Presidente pone in votazione il seguente emendamento al testo presentato, proposto dal primo firmatario, Consigliere Julini, nel corso della discussione:

L’emendamento viene respinto con 13 voti contrari (maggioranza), 8 favorevoli e 2 astenuti (Scheda, Buonanno), resi per alzata di mano, essendo 23 i Consiglieri presenti e votanti.

IL PRESIDENTE ne proclama l’esito.

Dopodichè pone in votazione la mozione nel testo sopra riportato.

Essa viene respinta con 14 voti contrari (maggioranza), 8 favorevoli ed 1 astenuto (Scheda), resi per alzata di mano, essendo 23 i consiglieri presenti e votanti.

IL PRESIDENTE ne proclama l’esito.

Dopodichè riferisce che, in data 21 novembre 2000, è pervenuto il seguente ordine del giorno a firma dei Consiglieri Julini, De Dominici, Fecchio, Ferraro, Demarchi, Corgnati e Tricerri:

"Il Consiglio Provinciale

considerato il disagio determinato sulla popolazione dell’intera Val Sermenza e sulla sua economia a causa del protrarsi dei lavori ben oltre le previsioni e le promesse per consolidare il versante franato in località Fontane, volendo trarre da questa controversa vicenda indicazioni utili per l’efficienza e l’efficacia dell’intervento provinciale nel momento attuale e per le prossime evenienze

IMPEGNA LA GIUNTA A

    1. accertare le responsabilità per i ritardi nell’individuazione delle soluzioni tecniche e nella organizzazione del cantiere con le conseguenze note su popolazione ed operatori economici e turistici della Valle
    2. assumere i necessari provvedimenti a carico dei responsabili, per evitare il ripetersi di simili comportamenti;
    3. rispettare i tempi di esecuzione dei lavori previsti nell’ordinanza che fissa al 23 novembre la riapertura definitiva della strada, eliminando il limite di transito di notte;
    4. far propria la mozione, già sottoscritta dallo stesso Presidente, con cui si chiede al Consiglio Regionale di riconoscere contributi alle imprese per i danni subiti a causa dell’isolamento;
    5. procedere con urgenza al decentramento di unità operative dell’Ufficio Tecnico in Valsesia per superare le difficoltà dovute alla lontananza, che si sono ancora manifestate, cercando a tal fine utili collaborazioni con la Comunità Montana;
    6. progettare ed eseguire opere per prevenire il dissesto e garantire la viabilità sicura in Val Sermenza, secondo le indicazioni contenute nello studio già realizzato lungo l’intera valle dall’Amministrazione Provinciale;
    7. realizzare analoga iniziativa per la Val Mastallone con fondi propri sul bilancio 2001, dove si manifestano analoghi e gravi rischi di dissesto."

Intervengono i Consiglieri, Julini, Finocchi, Guglielmino e De Dominici e l’Assessore Zanotti.

Non avendo più alcuno chiesto la parola, il Presidente pone in votazione la proposta, formulata dal Consigliere Julini nel corso della discussione, di emendare il testo presentato eliminando i punti 1), 2), 3) e 4).

Essa viene respinta con 14 voti contrari (maggioranza), 8 favorevoli ed 1 astenuto (Scheda), resi per alzata di mano, essendo 23 i Consiglieri presenti e votanti.

IL PRESIDENTE ne proclama l’esito.

Dopodichè pone in votazione l’ordine del giorno nel testo sopra riportato.

Esso viene respinto con 14 voti contrari (maggioranza), 8 favorevoli ed 1 astenuto (Scheda), resi per alzata di mano, essendo 23 i Consiglieri presenti e votanti.

IL PRESIDENTE ne proclama l’esito.

Esce dall’aula il Presidente della Provincia, per cui i presenti risultano essere 22.

Dopodichè il Presidente sottopone ad approvazione il seguente ordine del giorno proposto dai Capigruppo:

"IL CONSIGLIO PROVINCIALE

Sottolineando che quanto di seguito richiesto prescinde dalla provenienza geografica di qualunque soggetto condannato alla pena capitale dal colore della sua pelle, dalla sua religione, etc., intendendo, invece, riaffermare il principio universale del diritto alla vita;

RICORDANDO come troppo spesso buona parte dei condannati alla pena capitale proviene da ceti poveri o disagiati e, in quanto impossibilitata a garantirsi un’assistenza legale adeguata, viene sottoposta a processi inquinati da pregiudizi razziali o economici;

RICORDANDO anche come in molti Paesi tuttora mantenitori della pena capitale questa venga comminata non esclusivamente per il reato di omicidio, ma anche come strumento di repressione politica o per eliminare fasce sociali considerate pericolose;

RIAFFERMANDO quindi, in questo modo, il diritto alla libertà di opinione;

CONSIDERANDO che, comunque, negli ultimi anni, grazie alle numerose campagne di sensibilizzazione, si à manifestata una tendenza mondiale verso l’abolizionismo: la pena di morte è stata abolita per tutti i reati o solo per i reati comuni in Azerbaijan, Belgio, Bolivia, Bosnia Erzegovina, Estonia, Georgia, Nepal, Polonia e Sud Africa, Federazione Russa, Kazakhstan e Kyrgystan hanno fortemente limitato l’uso della pena capitale. Il Consiglio d’Europa ha stabilito nel 1994 che una moratoria sulle esecuzioni, in vista dell’abolizione, sia un prerequisito per diventare uno Stato membro. Nel giugno 1998 l’Unione Europea ha dichiarato che l’abolizione della pena capitale nel mondo è uno degli obiettivi della sua politica estera. Lo Statuto dei due Tribunali istituiti dalle Nazioni unite sui crimini commessi nella ex Jugoslavia e nel Ruanda nonché quella della Corte Penale Internazionale Permanente istituita a Roma nel luglio 1998 non prevedono la pena di morte. Infine molti Stati abolizionisti, Europei e non, tra cui l’Italia, hanno istituito la prassi di non estradare persone verso Paesi ove potrebbero essere condannate a morte, oppure di farlo solo dopo aver ottenuto opportune garanzie che non verrà inflitta la pena capitale;

CHIEDE

al Parlamento nazionale, al Consiglio Regionale del Piemonte, ai Consigli Provinciali del Piemonte,

secondo le proprie competenze, di impegnarsi presso i governi sopranazionali per far approvare una risoluzione per la moratoria delle esecuzioni capitali da parte delle Nazioni Unite, di integrare la dichiarazione dei Diritti dell’Uomo, giunta al suo 51° anniversario, con un nuovo diritto: non essere uccisi a seguito di sentenza o misura giudiziaria;

CHIEDE

ai Comuni della Provincia di Vercelli

di farlo proprio impegnandosi a promuovere l’informazione, il dibattito e la sensibilizzazione tra l’opinione pubblica, attraverso le forme che riterranno più opportune."

L’ordine del giorno, posto ai voti dal Presidente, viene approvato a voti unanimi, resi per alzata di mano.

IL PRESIDENTE ne proclama l’esito.

Dopodichè riferisce che, in data 12 dicembre 2000, è pervenuta la seguente mozione a firma del Consigliere Ferraro:

"IL CONSIGLIO PROVINCIALE

PREMESSO

RILEVANDO

Tutto quanto sopra premesso,

CHIEDE

al Presidente e alla Giunta che presiede:

In via preliminare:

In via principale:

    1. riferire quanto è emerso dalle indagini di cui sopra al Consiglio entro sessanta giorni;
    2. predisporre ed attuare gli opportuni piani di bonifica delle aree che risulteranno inquinate;
    3. per le motivazioni di cui sopra, impegnare il Presidente e la Giunta della Provincia a respingere la richiesta della La Fenice S.p.A., di insediare a fianco delle fonderie Teksid di Crescentino, un impianto di riciclo delle sabbie esauste di fonderia."

Intervengono i Consiglieri, Ferraro, Tricerri, Finocchi e Fecchio e l’Assessore Borasio.

Escono dall’aula i Consiglieri De Dominici, Buonanno e Fecchio, per cui i presenti risultano essere 19.

Non avendo più alcuno chiesto la parola, la suestesa mozione, posta ai voti dal Presidente, viene respinta con 13 voti contrari (maggioranza), 2 favorevoli e 4 astenuti (Corgnati, Demarchi, Ranghino, Tricerri), resi per alzata di mano, essendo 19 i Consiglieri presenti e votanti.

IL PRESIDENTE ne proclama l’esito.

Entrano in aula i Consiglieri De Dominici e Buonanno ed esce il Consigliere Bosso, per cui i presenti risultano essere 20.

Dopodichè sottopone ad approvazione il seguente ordine del giorno proposto dai Capigruppo:

"IL CONSIGLIO PROVINCIALE

CONSIDERATO CHE:

CONSTATATO che, allo stato attuale il Governo non ha presentato alla Camera alcun emendamento per mantenere gli impegni assunti;

RITENUTO che le belle parole di solidarietà espresse nell’aula dal Senato dal Governo, dalla maggioranza e opposizione debbano concretizzarsi;

RITIENE

che la finanziaria 2001 debba recepire:

STABILISCE

di inviare copia del presente ordine del giorno al Presidente del Consiglio dei Ministri, al Ministro della Sanità, al Ministro della Solidarietà Sociale, al Sottosegretario Sanità, al Presidente del Senato, al Presidente della Camera, ai Parlamentari locali."

L’ordine del giorno, posto ai voti dal Presidente, viene approvato a voti unanimi, resi per alzata di mano.

IL PRESIDENTE ne proclama l’esito.

Dopodichè riferisce che, in data 14 dicembre 2000, è pervenuta una mozione, a firma del Consigliere Fossale, sugli alimenti geneticamente modificati.

Intervengono i Consiglieri Fossale, Saviolo, Tricerri, Ferraro, Finocchi Julini e Canova, l’Assessore Fra ed il Presidente.

Escono dall’aula i Consiglieri Corgnati e Chiappaloni, per cui i presenti risultano essere 18.

Non avendo più alcuno chiesto la parola, il Presidente pone in votazione i seguenti emendamenti proposti nel corso della discussione:

Gli emendamenti, posti ai voti dal Presidente, vengono approvati a voti unanimi, resi per alzata di mano.

IL PRESIDENTE ne proclama l’esito.

Dopodichè sottopone ad approvazione la mozione, nel testo come sopra emendato:

"IL CONSIGLIO PROVINCIALE

Preso atto che l’introduzione in agricoltura degli Organismi Geneticamente Modificati (OGM) ha sollevato notevoli dubbi e perplessità nell’opinione pubblica per motivi etici, per le conseguenze sulla salute dei cittadini, per i rischi di danni irreversibili all’ecosistema, per l’ulteriore divario che creerebbe tra i Paesi ricchi e quelli in via di sviluppo.

Considerato

    1. che il nuovo modello di agricoltura proposto è in netta contrapposizione con quello oggi attuato nelle nostre zone che è fortemente legato alle tradizioni ed alle caratteristiche del territorio;
    2. che l’introduzione degli OGM potrebbe avere gravi ripercussioni sul tessuto economico e sociale padano, sradicando i popoli dalle loro matrici culturali a favore di una completa massificazione;
    3. che con l’avvento dei brevetti su tali organismi l’agricoltore perderebbe la sua indipendenza, divenendo una sorta di "contoterzista" al soldo di pochi gruppi multinazionali;
    4. che la sperimentazione degli OGM sta mostrando la potenziale pericolosità di tali pratiche, sia per l’ambiente che per animali ed esseri umani;
    5. che l’uniformazione genetica contrasta con il principio della "biodiversità" che sta alla base di ogni cultura agroalimentare a carattere locale.

Considerato inoltre che la presente campagna "antitransgenica" sta coinvolgendo un sempre maggior numero di Enti locali e di forze politiche.

Ritenuto pertanto di prendere posizione contraria, per quanto di competenza, all’introduzione in agricoltura degli OGM

Impegna la Giunta

Impegna il Presidente

ad inviare la presente mozione a tutti gli 86 Comuni della Provincia, invitando gli stessi a:

    1. far dichiarare ogni Comune "Comune Anti-Transgenico"
    2. eliminare su tutto il proprio territorio comunale, la coltivazione e l’allevamento degli organismi viventi, sia vegetali che animali, ottenuti mediante manipolazioni genetiche
    3. promuovere canali privilegiati per le aziende di ristorazione che utilizzano prodotti biologici tipici e di qualità, indenni da OGM che intendono concorrere alle gare per la gestione dei servizi mensa comunali
    4. informare produttori e consumatori presenti nel nostro territorio sui rischi di un eventuale utilizzo di prodotti geneticamente modificati nella catena produttiva
    5. informare i commercianti sui rischi derivanti dalla messa in commercio di tali prodotti
    6. avviare una seria campagna di sensibilizzazione per i cittadini affinché possano essere informati sui rischi derivanti dal consumo contenenti OGM."

La mozione, posta ai voti dal Presidente, viene approvata a voti unanimi, resi per alzata di mano.

IL PRESIDENTE ne proclama l’esito.

Indi riferisce che, in data 29 dicembre 2000, è pervenuta la seguente mozione a firma del Consigliere Nascimbene:

"IL CONSIGLIO PROVINCIALE

VALUTATA l’estrema pericolosità, date le ridotte dimensioni della carreggiata, del tratto della S.S. n. 455 del Monferrato nei tratti che vanno dall’abitato di Desana fino al cavalcavia della bretella autostradale Santhià – Alessandria e dell’abitato di Desana fino all’abitato di Tricerro;

CONSIDERATO CHE su tale arteria stradale gravita un intenso traffico sia commerciale che privato;

PRESO ATTO CHE con una convenzione Regione Piemonte / A.N.A.S. / Provincia di Vercelli è stato finanziato il progetto di adeguamento delle caratteristiche geometriche della carreggiata;

IMPEGNA

la Giunta Provinciale ad attivarsi al fine di velocizzare l’iter che porterà all’adeguamento della sede stradale nei tratti in questione".

Intervengono il Consigliere Nascimbene e l’Assessore Zanotti.

Entra in aula il Consigliere Bosso, per cui i presenti risultano essere 19.

Non avendo più alcuno chiesto la parola, la suestesa mozione, posta ai voti dal Presidente, viene approvata a voti unanimi, resi per alzata di mano.

IL PRESIDENTE ne proclama l’esito.

Dopodichè riferisce che, in data 10 gennaio 2001, è pervenuta la seguente mozione a firma dei Consiglieri Julini, Zamboni e De Dominici:

"IL CONSIGLIO PROVINCIALE

considerati i precedenti impegni assunti dalle Giunte Provinciali per la risoluzione del nodo viario di Romagnano mediante circonvallazione per un più agevole accesso alla Valsesia, provenendo dal casello autostradale dell’A 26;

considerato che l’opera è ritenuta, anche in sede regionale, una priorità assoluta anche in rapporto ai nuovi progetti di rilancio turistico dell’area;

Visto che la Regione Piemonte tramite i propri organi competenti ha ritenuto di chiedere il completamento della valutazione d’impatto ambientale del progetto redatto anche con il contributo di questa Provincia;

vista l’urgenza e la rilevanza del buon fine di tale progetto, che ha altresì la necessità di trovare, a livello di governo nazionale e regionale, adeguata copertura finanziaria per la sua realizzazione;

avuto riguardo anche ai recenti pronunciamenti promossi in sede di Circondario ed espressi nei singoli Consigli Comunali Valsesiani,

IMPEGNA

la Giunta ad assumere le iniziative necessarie per contribuire anche finanziariamente alla definizione della valutazione d’impatto ambientale ed a ricercare le opportune intese con:

per ottenere nelle sedi competenti il finanziamento dell’opera, motivandone l’urgenza e la rilevanza."

Intervengono i Consiglieri Julini, Fossale e Romano, l’Assessore Zanotti ed il Presidente.

Esce dall’aula il Consigliere Buonanno, per cui i presenti risultano essere 18.

Non avendo più alcuno chiesto la parola, il Presidente pone in votazione la suestesa mozione con l’intesa che la stessa sarà sottoposta all’esame della competente Commissione consiliare per ulteriori approfondimenti.

Essa viene approvata a voti unanimi, resi per alzata di mano.

IL PRESIDENTE ne proclama l’esito.

Indi riferisce che, in data 19 gennaio 2001, è pervenuta la seguente mozione a firma dei Consiglieri Tricerri, Ranghino, Corgnati, Julini e Fecchio:

"IL CONSIGLIO PROVINCIALE

premesso che la Provincia, Ente locale intermedio fra Comune e Regione, rappresenta la propria comunità, ne cura gli interessi e ne promuove lo sviluppo.

Visti i recenti provvedimenti con i quali la Regione Piemonte ha deliberato di determinare in lire 347 miliardi il fabbisogno netto indistinto dell’ASR n. 11 di Vercelli per l’anno 2001 finanziabile dalla Regione stessa, operando un taglio 43 miliardi rispetto al fabbisogno finanziario indicato dall’Azienda in 390 miliardi, in quanto "non risulta compatibile".

Considerato che vengono imposte "razionalizzazioni gestionali ed economiche" a fronte della "presenza di 4 presidi ospedalieri … con duplicazioni di ruoli ed inefficienza del sistema", cui si accompagna la constatazione di "un’esuberanza di posti letto ospedalieri".

Considerato che viene imposto un "riadattamento" dei servizi di diagnosi (e quindi di prevenzione) per un "uso appropriato e concentrato delle apparecchiature".

Rilevata la necessità di integrare maggiormente i servizi sanitari ospedalieri con quelli territoriali e socio-assistenziali, mentre l’Azienda n. 11 consuntiva e prospetta un impegno finanziario inferiore di un terzo a quanto la Regione stessa si propone addirittura inferiore del 57% nell’assistenza domiciliare in una provincia che è tra le più "invecchiate" del Piemonte.

Considerato che l’ASR n. 11 ha tra i suoi programmi dichiarati la realizzazione di un nuovo Ospedale a Borgosesia, l’avvio della riconversione dell’ex Ospedale di Varallo in clinica riabilitativa, l’avvio di un progetto di Distretto sanitario montano sperimentale per il Piemonte.

Visto altresì che la Giunta Regionale va a costituire un’Agenzia regionale per la gestione dei patrimoni immobiliari delle Aziende, compiendo una scelta di neo – centralismo fortemente limitativo della possibilità di autogoverno da parte delle Aziende stesse, messe in difficoltà dai tagli nei trasferimenti.

Considerati gli accordi di quadrante sottoscritti dal Direttore dell’ASR n. 11 che prevedono il mantenimento del presidio di Gattinara, il graduale potenziamento delle attività riabilitative a Santhià, l’ulteriore qualificazione del S. Andrea di Vercelli con funzioni di riferimento universitario.

Ritenuto che l’insieme degli obiettivi sopra esposti risulti contraddittorio ed incompatibile con i tagli indiscriminati che sono stati operati dalla Giunta Regionale.

Ritenuto che è forte la preoccupazione che i tagli producano inevitabilmente un peggioramento dei servizi a danno dei cittadini ed, evidentemente, di quelli appartenenti alle categorie più deboli per condizione socio-economica.

Considerato che da anni veniva accumulandosi un deficit gestionale più volte denunciato con forza in consiglio regionale, ma mai rimediato con misure ragionevoli di controllo della spesa.

Viste le stesse osservazioni al piano di organizzazione dell’ASR 11 a suo tempo prodotte dalla rappresentanza dei sindaci i quali scrivevano "il territorio dell’ASR 11 non può essere paragonato a quello di altre Aziende con popolazione equivalente, di conseguenza la suddivisione distrettuale, la distribuzione dei presidi ospedalieri e l’articolazione degli altri servizi sanitari hanno connotati particolari che non possono non comportare anche costi maggiori"

STIGMATIZZA

nel metodo e nel merito i tagli operati dalla Giunta regionale al bilancio di previsione 2001 dell’ASR di Vercelli.

IMPEGNA la Giunta:

Intervengono i Consiglieri Tricerri, Romano, Ferraro, Julini, Fossale e Finocchi e il Segretario Generale, dott. Guarnieri.

Escono dall’aula i Consiglieri Ranghino, Guglielmino e De Dominici, per cui i presenti risultano essere 15.

Indi il Presidente pone in votazione la richiesta di sospensione della discussione della mozione per approfondimenti istruttori presentata dai Consiglieri Canova, Bosso, Finocchi, Romano, Lazzarotto, Saviolo e Nascimbene e acquisita agli atti.

Essa viene approvata con 11 voti favorevoli e 4 contrari (minoranza), resi per alzata di mano, essendo 15 i Consiglieri presenti e votanti.

IL PRESIDENTE ne proclama l’esito.

Infine sottopone ad approvazione il seguente ordine del giorno, proposto dai Capigruppo:

"IL CONSIGLIO PROVINCIALE

PREMESSO:

Posto in evidenza che ulteriori ritardi nella trasformazione della proposta di legge in legge dello Stato potrebbero, nell’immediato futuro, risultare pregiudizievoli non solo per l’ulteriore sviluppo del Registro, ma addirittura potrebbero pregiudicarne la sopravvivenza e con essa la caduta della speranza di coloro che oggi confidano nella ampiamente dimostrata capacità e professionalità di quanti, anche con passione, vi lavorano.

INVITA

il Signor Presidente del Senato della Repubblica, Senatore Nicola Mancino ed il Signor Presidente della Camera dei Deputati, Onorevole Luciano Violante, nonchè i Gruppi Parlamentari, a promuovere con urgenza e priorità opportune iniziative affinché possa essere approvata prima della scadenza della presente legislatura la proposta di legge C 5978 istitutiva del Registro Italiano dei Donatori di Midollo Osseo e, con essa, del riconoscimento della tutela del donatore di midollo osseo

STABILISCE

di trasmettere il presente ordine del giorno al Presidente del Senato della Repubblica, al Presidente della Camera dei Deputati, ai Presidenti dei Gruppi Parlamentari e, per conoscenza, a ADMO Federazione Italiana, con sede in Milano, Via Aldini 72."

L’ordine del giorno, posto ai voti dal Presidente, viene approvato a voti unanimi, resi per alzata di mano.

IL PRESIDENTE ne proclama l’esito.

Per tutti gli interventi di cui al presente atto si rinvia si rinvia al nastro di registrazione della seduta odierna, n. 2/2001, ai sensi dell’art. 90, comma 4 del vigente Regolamento per l’Organizzazione ed il Funzionamento del Consiglio Provinciale.

La seduta termina alle ore 20,25.

IL SEGRETARIO GENERALE IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO

(Dott. Fabio GUARNIERI) (Avv. Roberto SCHEDA)

IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO – f.to R. SCHEDA

IL SEGRETARIO GENERALE – f.to F. GUARNIERI

Per copia conforme ad uso amministrativo

IL SEGRETARIO GENERALE

La presente deliberazione è stata pubblicata all'Albo provinciale addì ………………………………… e vi resterà affissa per 15 giorni consecutivi, ai sensi dell’art. 124, 1° comma del D.Lgs 18.8.2000, n. 267.

L'incaricato del servizio IL SEGRETARIO GENERALE

(Dott. Fabio GUARNIERI)

......................................

La presente deliberazione, pubblicata all'Albo Provinciale il ......................…….............., è divenuta esecutiva ai sensi dell'art. 134, 3° comma, del D.Lgs 18.8.2000, n. 267.

Vercelli, lì ................................. IL SEGRETARIO GENERALE

(Dott. Fabio GUARNIERI)