Consiglio  Provinciale  di  Vercelli Sessione Straordinaria Seduta del 25 Luglio 2000

 

 

 

Atto n.  120

 

OGGETTO:      Circondario della Valsesia. Attribuzione delle funzioni di Vice Presidente ad un membro del Comitato Circondariale. Prot. n. 27210.

 

L'anno duemila addì venticinque del mese di luglio, in Vercelli, nella Sala delle Tarsie del Palazzo Provinciale, a seguito dell'avviso di convocazione in data 18 luglio 2000, n. 31662, diramato ai sensi della vigente normativa, alle ore 15.05, si è riunito il Consiglio Provinciale che è così composto:

 

 

BALTARO Giulio, Presidente della Provincia

 

BERTOLA Patrizio

BOSSO Carlo

BUONANNO Gianluca

CANOVA Gilberto

CHIAPPALONI Giovanni

CORGNATI Giovanni

DAGO Angelo

DE DOMINICI Gian Paolo

DEMARCHI Claudia

DONNIANNI Romano

FECCHIO Claudio

FERRARO Domenico

SCHEDA Roberto, Presidente del Consiglio

 

FOSSALE Ercole

GUGLIELMINO Valentino

JULINI Norberto

LAZZAROTTO Renzo

MAFFEI Ermanno

NASCIMBENE Roberto

RANGHINO Sandra

ROMANO Francesco

SAVIOLO Paolo

TRICERRI Giovanni

ZAMBONI Giancarlo

 

            Il Presidente del Consiglio Avv. Roberto SCHEDA chiama in trattazione l’oggetto suindicato.

 

            Dei sopracitati Consiglieri sono, al momento, assenti i Signori:

1)       BERTOLA Patrizio

2)       CANOVA Gilberto

3)       DE DOMINICI Gian Paolo

4)       DEMARCHI Claudia

5)       FOSSALE Ercole

6)       GUGLIELMINO Valentino

7)       SAVIOLO Paolo

 


Assiste il Segretario Generale
Dott. Fabio Guarnieri

 

IL PRESIDENTE chiama in trattazione l’argomento in oggetto e riferisce che, in data 13 luglio 2000, è pervenuta la seguente mozione a firma dei Consiglieri Julini, Ferraro, Demarchi, Ranghino e Zamboni:

 

 

“IL CONSIGLIO PROVINCIALE DI VERCELLI

 

 

 

 

 

Premesso che nei primi anni ’90 la Legge n. 68 del 19.3.1993 (legge di conversione del D.L. 18.1.1993 n. 8) dà avvio a un processo di mobilitazione crescente delle province e dei comuni italiani nel campo della solidarietà e della cooperazione internazionale.

 

 

 

 

 

Stabilendo che i comuni e le province possono destinare un importo non superiore allo 0,80% della somma dei primi tre titoli delle entrate correnti dei propri bilanci di previsione per sostenere programmi di cooperazione allo sviluppo ed interventi di solidarietà internazionale.

 

 

 

 

 

Considerato che questa Provincia ha già svolto in passato azioni di solidarietà a beneficio della Bosnia e della Palestina, donando attrezzature e fondi finanziari per ospedali e scuole;

 

 

 

 

 

Visto che altre Province italiane e, fra queste, la vicina Novara ha aderito ad analoghe proposte, in particolare aderendo alla campagna CEI per la riduzione del debito estero

 

 

 

 

 

INVITA LA GIUNTA

 

 

 

 

 

ad assumere provvedimenti in attuazione della L. 68 del 1993 predisponendo altresì un documento di proposta per l’utilizzo dei fondi resi disponibili a favore della solidarietà e della cooperazione internazionale.”

 

 

Indi il Presidente dichiara aperta la discussione.

 

Esce dall’aula il Consigliere Zamboni, per cui i presenti risultano essere 17.

 

Intervengono l’Assessore Riva Vercellotti ed i Consiglieri Julini, Lazzarotto, Tricerri, Ferraro, Donnianni, Fecchio e Buonanno.

 

Entra in aula il Consigliere Canova ed esce il Consigliere Nascimbene, per cui i presenti risultano essere 17.

 

Non avendo più alcuno chiesto la parola, la suestesa mozione, posta ai voti dal Presidente, viene respinta con 9 voti contrari (maggioranza), 6 favorevoli e 2 astenuti (Bosso e Scheda), resi per alzata di mano, essendo 17 i Consiglieri presenti e votanti.

 

IL PRESIDENTE ne proclama l’esito.

 

Dopodichè informa che, in data 19 luglio, è pervenuta la seguente mozione:

 

 

“IL CONSIGLIO PROVINCIALE DI VERCELLI

 

 

 

 

 

PROMOTORE di un Progetto di Legge Regionale d’iniziativa provinciale per l’istituzione del Distretto Agricolo ed Agroindustriale del Riso nei territori delle province di Vercelli, Novara, Biella ed Alessandria;

 

 

 

 

 

ribadita in successivi dibattiti consiliari la volontà unanime di perseverare nell’impegno politico ed istituzionale presso le sedi competenti per ottenere tale istituzione:

 

 

 

 

 

RIBADITA la convinzione che a livello locale questa sia la possibile risposta allo stato di crisi del settore, il quale trae origine da avventate proposte di riforma dell’Organizzazione Comune di Mercato elaborate in sede di Unione Europea e che quindi a quel livello deve trovare decisive ed adeguate risposte;

 

 

 

 

 

VISTO che il consiglio Regionale aveva elaborato, tramite la commissione III, un testo unificato approvato all’unanimità nella seduta del 28 gennaio 2000 recante norme istitutive del Distretto

 

 

 

 

 

FA APPELLO

 

 

 

 

 

alle Autorità Istituzionali e politiche del consiglio Regionale affinchè si proceda con urgenza all’esame ed approvazione di una legge regionale che istituisca il Distretto Agricolo ed Agroindustriale del Riso sul territorio della Regione Piemonte.”

 

 

Entra in aula il Consigliere Nascimbene ed esce il Consigliere Fecchio, per cui i presenti risultano essere 17.

 

Intervengono l’Assessore Fra ed i Consiglieri Julini, Ferraro e Donnianni.

 

Non avendo più alcuno chiesto la parola, la suestesa proposta, posta ai voti dal Presidente, viene respinta con 10 voti contrari (maggioranza), 5 favorevoli e 2 astenuti (Baltaro e Scheda), resi per alzata di mano, essendo 17 i consiglieri presenti e votanti.

 

IL PRESIDENTE ne proclama l’esito.

 

Dopodichè, dovendosi discutere la mozione da lui presentata, cede la presidenza della seduta al Vice Presidente, Gianluca Buonanno.

 

IL VICE PRESIDENTE riferisce che, in data 19 luglio 2000, è pervenuta una mozione sulle problematiche degli anziani, a firma Roberto Scheda.

 

Entra in aula il Consigliere Fecchio ed esce il Consigliere Bosso, per cui i presenti risultano essere 17.

 

Intervengono il Presidente, l’Assessore Riva Vercellotti ed i Consiglieri Ferraro, Fecchio, Ranghino, Tricerri, Julini e Donnianni.

 

Entra in aula il Consigliere Demarchi, per cui i presenti risultano essere 18.

 

Esce dall’aula il Segretario Generale, dott. Guarnieri; i lavori proseguono con l’assistenza del Vice Segretario Generale, dott. Vantaggiato.

 

Per tutti gli interventi di cui al presente atto si rinvia al nastro di registrazione della seduta odierna, n.7/2000, ai sensi dell’art. 90, comma 4 del vigente Regolamento per l’Organizzazione ed il Funzionamento del Consiglio Provinciale.

 

Non avendo più alcuno chiesto la parola, il Vice Presidente sottopone ad approvazione la seguente mozione:

 

 

“IL CONSIGLIO PROVINCIALE DI VERCELLI

 

 

 

 

 

CONSIDERATO che la legge 142 dell’ 8.6.1990, art 14, affida alla Provincia importanti e qualificanti “Funzioni e compiti di coordinamento e di programmazione” in materia di politiche sociali, non escluse quelle riguardanti gli anziani;

 

 

 

 

 

RILEVATO che la Provincia di Vercelli al 31.12.1999, contava 180.364 abitanti di cui 75.162 unità percepenti pensioni sociali (dati I.N.P.S. dell’ 1.1.2000) suddivisi in fasce d’età e di reddito come di seguito indicato:

 

 

 

 

 

 

 

 

età

n.

reddito medio mensile

50/54

55/59

60/64

65/69

oltre 70

2.219

6.365

11.099

13.751

41.728

1.576.000

1.616.248

1.257.770

1.103.314

    857.000

 

 

PRESO ATTO che per il 2010 le proiezioni indicano un incremento degli anziani del 25 %, pari al 52,01 % dell’intera popolazione residente in Provincia;

 

 

 

 

 

VALUTATO che gli anziani costituiscono una risorsa umana, professionale e culturale la cui utilizzazione risulta fondamentale per la collettività;

 

 

 

 

 

CHE nell’ambito del mondo dell’associazionismo e del volontariato possono essere soggetti attivi della società civile;

 

 

CHE con l’impegno attivo, intellettuale e manuale, si prevengono malanni morali e sociali propri dell’anziano quali l’isolamento, la solitudine e il senso dell’inutilità attraverso la pratica del vivere insieme e della socializzazione;

 

 

 

 

 

CHE occorre costruire un rapporto intergenerazionale con particolare riguardo a quello tra anziani e giovani;

 

 

 

 

 

CHE così facendo si rilanciano i grandi valori di vita quali sono la famiglia, l’amicizia, la solidarietà e il volontariato;

 

 

 

 

 

CHE in tal modo si afferma la cultura dell’anziano non come peso, ma come grande risorsa e che si rimuove l’omologazione a categoria recuperando così il valore e la dignità della persona;

 

 

 

 

 

AVENDO BEN PRESENTE che l’attuale struttura sociale, attraverso fattori ambientali, sociali, economici, neuropsicologici ed affettivi, contribuisce all’insorgenza di polipatologie proprie dell’età avanzata;

 

 

 

 

 

CHE, inoltre, si è riscontrata sul territorio l’insufficienza di strutture Residenziali Sanitarie assistenziali (RSA) e di Residenze Assistenziali Flessibili (RAF) a soddisfare le esigenze dei portatori di patologie invalidanti (l’alzhaimer colpisce il 5 % della popolazione anziana) e che si rende urgente la riconversione della ex Bertagnetta in struttura RSA e in RAF e della Casa di Riposo di piazza Mazzini in centro Residenza Anziani (RA) e Centro Diurno (CD);

 

 

 

 

 

CONSIDERATO che l’approccio culturale al problema è articolato e complesso e che quindi occorre approfondire la conoscenza di un fenomeno oggettivo che non può essere più dilazionato;

 

 

 

 

 

CHIEDE

 

 

CHE l’Amministrazione Provinciale

 

 

 

 

 

a)                 si faccia promotrice per la convocazione di una Conferenza Provinciale sulle problematiche della popolazione anziana;

 

 

 

 

 

b)                 costituisca le Consulte provinciali per la Nuova Età ed anche organismi similari capaci di orientare ed assicurare la partecipazione, attraverso una sorta di devolution, alle scelte di politica sociale verso gli anziani;

 

 

 

 

 

c)                 realizzi la funzionalità di un ufficio Nuova Età Insieme presso la Provincia di Vercelli;

 

 

 

 

 

d)                 appronti e sottoscriva un protocollo d’intesa da stipulare e rendere operante tra la Provincia di Vercelli e i Centri Sociali Anziani presenti sul territorio;

 

 

e)                 promuova l’avvio di corsi di formazione professionali di dirigenti e di operatori dei Centri Sociali Anziani da svolgersi, con la Regione Piemonte, nel territorio;

 

 

 

 

 

f)                   ricerchi e attui collaborazioni con quelle Associazioni di promozione e diffusione culturale collaudate da un’attività pluriennale, da dotazioni di strutture logistiche e da competenza professionale;

 

 

 

 

 

g)                riferisca sul seguito delle problematiche risolte e non con cadenza semestrale.”

 

 

La mozione, posta ai voti dal Vice Presidente, viene approvata con 17 voti favorevoli ed 1 contrario (Fecchio), resi per alzata di mano, essendo 18 i consiglieri presenti e votanti.

 

IL VICE PRESIDENTE ne proclama l’esito.

 

La seduta termina alle ore 19,20.