Consiglio  Provinciale  di  Vercelli Sessione Ordinaria Seduta del 4 Luglio 2000

 

 

 

Atto n.  112

 

OGGETTO:    Mozioni e ordini del giorno. (3691 - 5610 - 6759 - 9527 - 10170 - 18320 -18886 - 23550 - 21867 – 21868 –21869) Prot. n. 12773

 

L'anno duemila addì quattro del mese di luglio, in Vercelli, nella Sala delle Tarsie del Palazzo Provinciale, a seguito dell'avviso di convocazione in data 28 giugno 2000, n. 29389, diramato ai sensi della vigente normativa, alle ore 14.50, si è riunito il Consiglio Provinciale che è così composto:

 

 

BALTARO Giulio, Presidente della Provincia

 

BERTOLA Patrizio

BOSSO Carlo

BUONANNO Gianluca

CANOVA Gilberto

CHIAPPALONI Giovanni

CORGNATI Giovanni

DAGO Angelo

DE DOMINICI Gian Paolo

DEMARCHI Claudia

DONNIANNI Romano

FECCHIO Claudio

FERRARO Domenico

SCHEDA Roberto, Presidente del Consiglio

 

FOSSALE Ercole

GUGLIELMINO Valentino

JULINI Norberto

LAZZAROTTO Renzo

MAFFEI Ermanno

NASCIMBENE Roberto

RANGHINO Sandra

ROMANO Francesco

SAVIOLO Paolo

TRICERRI Giovanni

ZAMBONI Giancarlo

 

            Il Presidente del Consiglio Avv. Roberto SCHEDA chiama in trattazione l’oggetto suindicato.

 

            Dei sopracitati Consiglieri sono, al momento, assenti i Signori:

1)       BERTOLA Patrizio

2)       CHIAPPALONI Giovanni

3)       CORGNATI Giovanni

4)       DAGO Angelo

5)       DE DOMINICI Gian Paolo

6)       FECCHIO Claudio

7)       TRICERRI Giovanni

 

 

Assiste il Segretario Generale Dott. Fabio Guarnieri

 

IL PRESIDENTE chiama in trattazione l'argomento in oggetto e riferisce che, in data 9 febbraio 2000, è pervenuta una mozione, a firma dei Consiglieri Ferraro, Julini, Fecchio e Tricerri, sull’infestazione di “metcalfa pruinosa” e, in data 25 maggio 2000, una integrazione al dispositivo della stessa.

Indi dichiara aperta la discussione.

Intervengono i Consiglieri Ferraro, Nascimbene e Julini e l’Assessore Fra.

Non avendo più alcuno chiesto la parola, il Presidente sottopone ad approvazione la seguente mozione, nel testo concordato nel corso della discussione:

 

IL CONSIGLIO PROVINCIALE DI VERCELLI

 

 

TENUTO CONTO che nei Comuni appartenenti al bacino ortofrutticolo del Comune di Borgo d’Ale, si è evidenziato in questi ultimi anni, una forte infestazione di METCALFA PRUINOSA;

 

 

RILEVATO che nelle forme giovani emette una copiosa melata, con la quale imbratta e rende appiccicosi gli organi vegetali sui quali alberga: creando le condizioni per lo sviluppo di funghi nerastri - detti “fumaggini”- che ricoprono in breve tempo foglie e frutti determinando, nei casi gravi, la caduta delle foglie e la perdita del valore estetico e commerciale dei frutti;

 

 

CONSIDERATO che il fenomeno si è esteso a tal punto, da rendere inutile ogni intervento parziale, alla portata dei singoli produttori e intollerabile la perdita economica che ne consegue alla mancata commercializzazione  del prodotto; si rende necessario un intervento della Provincia, tramite l’Organo competente, per coordinare e promuovere l’attività delle competenze che operano al servizio dell’agricoltura.

 

 

Tutto quanto sopra premesso,

 

 

INVITA la Giunta ad assumere ogni utile iniziativa che si renderà necessaria per monitorare costantemente l’espandersi del fenomeno in accordo con il settore territoriale agricoltura ed eventualmente l’osservatorio fitosanitario regionale, oltreché individuare gli opportuni metodi di lotta, privilegiando la lotta biologica quale forma più utile e rispettosa dell’ecosistema.”

 

La mozione, posta ai voti dal Presidente, viene approvata a voti unanimi, resi per alzata di mano.

IL PRESIDENTE ne proclama l’esito.

Dopodichè riferisce che, in data 24 febbraio 2000, è pervenuta una mozione sul rientro in Italia dei membri di Casa Savoia, a firma del Consigliere Buonanno.

Sull’argomento si registrano gli interventi dei Consiglieri Buonanno, Fossale, Bosso, Ferraro, Demarchi e Saviolo.

Esce dall’aula il Consigliere Canova, per cui i presenti risultano essere 17.

Non avendo più alcuno chiesto la parola, il Presidente sottopone ad approvazione la seguente mozione:

 

PREMESSO  che nel Consiglio Provinciale del 22/02/2000 la mozione da me presentata ha avuto nella votazione, come esito, un pareggio (nove a favore, nove contrari, due astenuti e una non partecipazione al voto) ripropongo la medesima mozione in quanto ritengo doverosa una rivotazione per consentire anche agli assenti di poter esprimere il proprio pensiero.

 

 

VISTI gli artt. 25-31-32 del vigente regolamento per l’organizzazione ed il funzionamento del Consiglio Provinciale, il sottoscritto Consigliere Provinciale del Gruppo Misto Contro Corrente, Gianluca Buonanno, intende presentare la seguente

 

 

M O Z I O N E

 

 

volta a consentire l’ingresso e il soggiorno nel territorio nazionale dei membri e dei discendenti di Casa Savoia:

 

 

PREMESSO

 

 

q         che la tredicesima disposizione transitoria e finale  della Carta Costituzionale della Repubblica Italiana dispone al secondo comma il divieto ai sovrani di Casa Savoia, alle loro consorti ed ai loro discendenti maschi l’ingresso ed il soggiorno sul territorio nazionale;

 

 

q         che in più sedi istituzionali e financo in Parlamento si discute sull’opportunità di abolire dall’ordinamento giuridico italiano la disposizione di cui al punto precedente;

 

 

RITENUTO di condividere tale processo di “evoluzione” della Carta Costituzionale mediante l’adozione di un atto di questo Consiglio, volto ad impegnare il medesimo perché si attivi presso il Governo per accelerare  l’adeguamento della Carta Costituzionale al mutare dei costumi, delle regole sociali e dell’assetto storico;

 

 

RILEVATO che dopo oltre 50 anni dalla  promulgazione della Costituzione, sono ancora  vigenti norme transitorie, che anacronisticamente possono essere definite tali se non si riesce a provvedere alla loro abrogazione;

 

 

CONSIDERATO che la volontà espressa in sede costituente era comprensibile dato il particolare momento, ma che appare ora “incivile” avallare la nemesi facendo espiare eventuali colpe dei padri ad ignari discendenti;

 

 

CONSIDERATO, altresì, che la Provincia di Vercelli è situata nella terra dei Re Savoia dell’Italia unita del 1861;

 

 

CHIEDE che il Consiglio Provinciale  faccia propria la presente mozione per esprimere la volontà del territorio e delle popolazioni  che rappresenta  presso gli organi istituzionali coinvolti, perché si compia l’inevitabile processo di riforma della Costituzione  Italiana mediante abrogazione del 2° comma della XIII disposizione delle norme transitorie e finali.”

 

La mozione, posta ai voti dal Presidente, viene approvata con 10 voti favorevoli, 6 contrari (minoranza + Fossale), resi per alzata di mano, essendo 17 i Consiglieri presenti e 16 i votanti, atteso che il Presidente non ha partecipato alla votazione.

IL PRESIDENTE ne proclama l’esito.

Esce dall’aula il Consigliere Buonanno, per cui i presenti risultano essere 16.

Dopodichè il Presidente riferisce che, in data 6 marzo 2000, è pervenuta una mozione, a firma del Consigliere Ferraro, sulle iniziative per rivalutare “Pedaladora”.

Intervengono i Consiglieri Ferraro, Donnianni, Ranghino e Demarchi ed il Presidente.

Non avendo più alcuno chiesto la parola, il Presidente sottopone ad approvazione il seguente ordine del giorno, nel testo concordato nel corso della discussione:

 

“IL CONSIGLIO PROVINCIALE DI VERCELLI

 

 

PREMESSO:

 

 

·              che la L. R. n. 33/90 “Interventi per la promozione della bicicletta come mezzo di trasporto attraverso la realizzazione di una rete di piste ciclabili e di percorsi che agevolino il traffico ciclistico”, detta norme per l’adeguamento del sistema della viabilità di interesse regionale e a tal fine invita gli Enti Locali a prevedere, negli atti di pianificazione territoriale, paesistica e urbanistica di propria competenza, la realizzazione di una “rete di piste ciclabili”;

 

 

·              che la realizzazione di percorsi che agevolino il traffico ciclistico e ciclo - pedonale rappresenta una importante iniziativa nell’ambito delle attività di valorizzazione e fruizione turistica del patrimonio storico - architettonico e ambientale del territorio;

 

 

·              che è stata presentata la mozione di rivalutazione di “Pedaladora”, n. 6759 a firma Domenico Ferraro;

 

 

CONSIDERATO:

 

 

·              che è nel programma della Provincia promuovere, tra le misure per la tutela e la valorizzazione delle aree di interesse storico – culturale e ambientale, la realizzazione di percorsi pedonali e di piste ciclabili, individuando, nello specifico, alcuni interventi quali il “Progetto di valorizzazione e recupero del sistema di canali Cavour, Depretis, Farini, Naviglio di Ivrea” e il “Progetto di valorizzazione del Sistema delle Grange di Lucedio e degli itinerari storico paesistici del fiume Po”;

 

 

·              che l’Ente Parco Lame del Sesia ha predisposto, nel mese di luglio 1999, congiuntamente con la Provincia di Vercelli, un progetto di “piste ciclabili” in sintonia con gli indirizzi assunti dall’Amministrazione e che lo stesso è stato presentato alla Regione Piemonte, ai sensi della L. R. 33/90;

 

 

·              che tale progetto è da intendersi come il primo intervento di un sistema organico di percorsi ciclabili da realizzare nell’ambito del territorio provinciale, così come indicato nella nota prot. n. 28542 del 28.7.99, trasmessa a firma dell’Assessore competente e del Direttore del Settore Pianificazione Territoriale, alla Regione Piemonte e al Parco Naturale Lame del Sesia;

 

 

·              che si sono svolti alcuni incontri presso la Provincia di Vercelli, nel novembre 1999 e nel febbraio 2000, durante i quali il Presidente del Lions Club Valsesia ha presentato all’Amministrazione Provinciale lo studio preliminare per la realizzazione di una pista ciclabile interessante il territorio della Valsesia, dal Comune di Varallo al comune di Albano;

 

 

·              che la Provincia di Vercelli ha manifestato il proprio interesse e la disponibilità a promuovere tale iniziativa, anche al fine di integrare il percorso valsesiano con il percorso previsto nel territorio del Parco delle Lame del Sesia sopra citato, al fine di conseguire una continuità dell’itinerario ciclabile lungo l’asta fluviale;

 

 

CONSIDERATO ALTRESI’:

 

 

·              che la Provincia di Vercelli si è resa disponibile a garantire il coordinamento e l’unitarietà dei progetti predisposti, in un più complesso sistema di piste ciclabili interprovinciale, anche al fine di coordinare l’attività dei diversi comuni ed Associazioni coinvolte, con riferimento alla L. R. 33/90;

 

 

·              che la realizzazione di un sistema di piste ciclabili sull’intero territorio provinciale rappresenta una importante iniziativa per la promozione e lo sviluppo della fruizione turistica del territorio stesso e che pertanto si ritiene opportuno che, congiuntamente al “Settore Pianificazione Territoriale”, partecipi allo sviluppo delle attività il “Settore Sviluppo socio – Economico”, con le proprie competenze e risorse;

 

 

·              che, al fine di promuovere tali attività, la Provincia di Vercelli ha previsto, nel Bilancio 2000, lo stanziamento di £. 15.000.000 sul Cap. n. 3800 “Spese per interventi a favore dei Parchi Naturali”;

 

 

IMPEGNA LA GIUNTA

 

 

·              a promuovere iniziative volte a consolidare i rapporti e le attività progettuali in corso, inerenti la realizzazione di un sistema di piste ciclabili lungo l’asta del fiume Sesia;

 

 

·              a definire, nell’ambito delle disposizioni di legge, un “Programma Piste Ciclabili”, definendo le priorità di programmazione e di intervento per la realizzazione di una rete di piste ciclabili, con particolare riferimento al sistema fluviale Po – Dora Baltea e al sistema dei canali irrigui;

 

 

·              ad assumere ogni iniziativa utile, nei confronti dei soggetti interessati e delle Associazioni, per lo sviluppo dell’iniziativa, anche al fine di coordinare le competenze istituzionali proprie dei soggetti gestori della rete idrografica ed irrigua interessata (Magistrato per il Po, Consorzio Ovest Sesia – Baraggia, ecc.).”

 

L’ordine del giorno, posto ai voti dal Presidente, viene approvato a voti unanimi, resi per alzata di mano.

IL PRESIDENTE ne proclama l’esito.

Entra in aula il Consigliere Canova, per cui i presenti risultano essere 17.

Dopodichè il Presidente riferisce che, in data 29 marzo 2000, è pervenuta una mozione sui fondi strutturali europei a firma dei Consiglieri Fecchio, Tricerri e Julini.

Sull’argomento intervengono i Consiglieri Julini e Donnianni e l’Assessore Berutti.

Non avendo più alcuno chiesto la parola, il Presidente, preso atto che il Consigliere Julini, concordando sul testo dianzi proposto sull’argomento dall’Assessore Berutti, ha dichiarato di ritirare la mozione di cui sopra, sottopone ad approvazione il seguente ordine del giorno:

 

“IL CONSIGLIO PROVINCIALE DI VERCELLI

 

 

PRESO ATTO che l’azione concorde e coordinata tra Provincia e Comune capoluogo ha sortito risultati parzialmente positivi per il Vercellese in merito all’insediamento di ulteriori porzioni di popolazione e di territorio tra i beneficiari dei fondi strutturali europei all’arco temporale 2000 – 2006;

 

 

CONSTATATO che è stato giusto abbandonare, dopo le resistenze ingiustificabili, l’atteggiamento remissivo di fronte all’offerta della Regione di avvalersi soltanto di un piano di finanziamento parallelo, perché ciò ha prodotto una significativa correzione di quantità di popolazione vercellese ammissibile ai benefici nonostante l’ambigua lettura territoriale dettata dal Governo e la strumentale ripartizione esecutiva imposta dalla conferenza Stato – Regioni che ha premiato due Regioni in quel momento governate dal Centro - sinistra (Liguria e Toscana) a discapito del Piemonte governato dal Polo e ricompreso nelle aree eligibili soltanto per il 15 % della sua popolazione;

 

 

RITENUTO che la Provincia di Vercelli, pure scontando l’esclusione del Comune capoluogo, è stata l’unica in Italia a beneficiare di una rilettura e riscrizione dei parametri (conseguente il ricorso presentato dalla Svezia e dalla Danimarca) e ad ottenere benefici più sostanziali dalla ripartizione dei fondi strutturali europei;

 

 

VALUTATA positivamente l’opportunità offerta alla Provincia di Vercelli da progettualità strategiche di sviluppo anche traguardate alla necessità di valorizzare le indiscutibili esigenze della popolazione del Comune di Vercelli che resta punto di riferimento essenziale, a sua volta beneficiario della prospettiva di potenziamento strutturale e di arricchimento del suo interland;

 

 

INVITA LA GIUNTA

 

 

·                   a rinnovare con il Comune di Vercelli l’impegno concorde per la valorizzazione di tutto il territorio provinciale;

 

 

·                   a sensibilizzare il medesimo confortandolo nel perseguire l’obiettivo del Piano Regionale di finanziamento parallelo di 400 miliardi per il quale partirebbe favorito essendo collocato al centro di un’area già inserita nell’Obiettivo 2;

 

 

·                   a non trascurare l’opportunità offerta a Vercelli dal recente decollo del Progetto “Urban” attivato dall’Unione Europea.”

 

L’ordine del giorno, posto ai voti dal Presidente, viene approvato a voti unanimi, resi per alzata di mano.

IL PRESIDENTE ne proclama l’esito.

Indi riferisce che, in data 30 marzo 2000, il Consigliere Fossale ha presentato la seguente mozione:

 

“IL CONSIGLIO PROVINCIALE DI VERCELLI

 

 

PREMESSO CHE:

 

 

·                 il Testo Unico sull'immigrazione, impregnato di pregiudizi e dogmi immigrazionisti, ha peggiorato la precedente legge sull'immigrazione;

 

 

·                 la "Turco - Napolitano", aprendo le porte ai ricongiungimenti fino al terzo grado di parentela, ha ormai rilevato la volontà di non affrontare seriamente il triste fenomeno dell'immigrazione;

 

 

·                 l'assenza di prevenzione, il diritto di immigrare su iniziativa degli interessati, la conservazione di frontiere "colabrodo", la riduzione dalle vere azioni di contrasto a forme saltuarie di repressione dell'immigrazione illegale già avvenuta, rappresentano un invito che all'Estero, all'opposto della prevenzione, suona come un messaggio di accoglienza indiscriminata, soprattutto quando è condito dalle recenti e spettacolari "tournèes" politiche africane;

 

 

PRESO ATTO che la criminalità dilagante e l'immigrazione clandestina sono indubbiamente collegate;

 

 

ESPRIME dissenso e condanna in merito ai contenuti ed allo spirito della Legge "Turco -Napolitano";

 

 

AUSPICA che gli Enti Locali possano organizzare e gestire azioni volte a garantire l'incolumità di persone o beni, nonché la tutela della sicurezza nei territori di loro competenza e che i Sindaci, oltre che della Polizia Municipale, possano avvalersi di volontari civici e di vigilanza privata;

 

 

CHIEDE che vengano detassati i contributi erogati a favore di iniziative missionarie umanitarie, di assistenza, di istruzione sia religiose che laiche nei Paesi di emigrazione;

 

 

CHIEDE che la politica dell'immigrazione passi dal "dopo" (la sanatoria) al "prima" (la programmazione dei flussi e la repressione degli illeciti);

 

 

CHIEDE che chi immigra illegalmente venga respinto e non possa rientrare;

 

 

CHIEDE che nel sistema sanzionatorio penale sia istituita la figura dell’ ”Associazione a delinquere di stampo mafioso finalizzata al traffico di clandestini”;

 

 

CHIEDE che tocchi alle Regioni stabilire il numero e il tipo di lavoro, fiscalmente controllato, disponibile per gli stranieri al netto delle opportunità di lavoro che i cittadini di ogni Regione non intendono cogliere, nonché impedire il ricorso alla mano d'opera extracomunitaria solo perché questa si rileva a costo più basso;

 

 

CHIEDE che i costi dell'immigrazione siano a carico dei beneficiari;

 

 

STABILISCE di trasmettere copia della presente Mozione alla Presidenza del Consiglio dei Ministri ed ai Presidenti delle Camere.”

 

In merito intervengono i Consiglieri Fossale, Ranghino Julini, Romano, Ferraro e Guglielmino.

Esce dall’aula il Consigliere Bosso, per cui i presenti risultano essere 16.

Non avendo più alcuno chiesto la parola, la suestesa mozione, posta ai voti dal Presidente, viene approvata con 10 voti favorevoli, 5 contrari (minoranza) ed 1 astenuto (Scheda), resi per alzata di mano, essendo 16 i Consiglieri presenti e votanti.

IL PRESIDENTE ne proclama l’esito.

Esce dall’aula il Consigliere Guglielmino, per cui i presenti risultano essere 15.

Indi il Presidente riferisce che, in data 5 maggio 2000, è pervenuta la seguente mozione a firma dei Consiglieri Julini, Ferraro, Zamboni, Tricerri, De Dominici, Ranghino, Demarchi e Corgnati:

 

IL CONSIGLIO PROVINCIALE DI VERCELLI

 

 

Visto il Bilancio Regionale 2000, fatto approvare in chiusura di legislatura dalla Giunta presieduta da Enzo Ghigo;

 

 

Considerata la specifica realtà economica e produttiva, vercellese e valsesiana, caratterizzata da scarsità di posti di lavoro, da un vivace comparto di piccole e medie imprese artigianali, da una ragguardevole potenzialità turistica in area montana e da una diffusa crescita della grande distribuzione, che, ove lasciata ingovernata, finisce per deprimere e sopprimere il piccolo commercio, che offre tuttora possibilità occupazionali e mantiene vivi i centri storici e le periferie delle città ed i piccoli centri di pianura e di montagna;

 

 

Letto il comunicato Confcommercio regionale che esprime analoghe considerazioni

 

 

GIUDICA inadeguato ed incoerente il bilancio regionale 2000 proposto dalla Giunta regionale in quanto è espressione di una programmazione economica che non pone al centro di una politica di sviluppo le piccole e medie imprese, riserva modesta attenzione a settori trainanti quali commercio, turismo e servizi ed infine riserva poche attenzioni al decentramento territoriale; tutte questioni che risultano decisive per lo sviluppo del territorio vercellese e valsesiano.

 

Entra in aula il Consigliere Bosso, per cui i presenti risultano essere 16.

Intervengono i Consiglieri Julini, Romano e Ferraro, il Presidente della Provincia ed il Presidente.

Esce dall’aula il Consigliere Fossale, per cui i presenti risultano essere 15.

Non avendo più alcuno chiesto la parola, la suestesa mozione, posta ai voti dal Presidente, viene respinta con 8 voti contrari (maggioranza esclusi Baltaro e Scheda) e 7 favorevoli, resi per alzata di mano, essendo 15 i Consiglieri presenti e votanti.

IL PRESIDENTE ne proclama l’esito.

Indi sottopone ad approvazione il seguente ordine del giorno presentato sull’argomento dal Consigliere Romano nel corso della discussione:

 

“IL CONSIGLIO PROVINCIALE DI VERCELLI

 

 

ESAMINATO il Bilancio Regionale per il corrente anno a suo tempo proposto al Consiglio dalla Giunta Regionale presieduta dall’On. Enzo Ghigo e da quest’ultimo approvato a larga maggioranza;

 

 

PRESO ATTO positivamente del consenso popolare che le forze di maggioranza, sostenitrici del bilancio medesimo, hanno riscosso nella recente consultazione elettorale, a conferma di una politica nei fatti seria, equilibrata e lungimirante;

 

 

RILEVATO che, proprio nella Provincia di Vercelli, quel consenso si è concretizzato nella votazione percentuale tra le più alte d’Italia;

 

 

CONSIDERATA la specifica realtà economica e produttiva vercellese, caratterizzata da scarsità di posti di lavoro, da un vivace comparto di piccole e medie imprese commerciali e artigianali, da una ragguardevole potenzialità turistica in area montana e da una diffusa crescita della grande distribuzione che, ove lasciata ingovernata, finisce per deprimere e sopprimere il piccolo commercio che offre tuttora possibilità occupazionali e mantiene vivi i centri storici e le periferie delle città ed i piccoli centri di pianura e di montagna;

 

 

DATO ATTO alla Provincia di Vercelli ed alla Giunta Provinciale in particolare di aver posto a fondamento del proprio mandato il documento di indirizzo a tutela e difesa della piccola e media impresa, contrario alla grande distribuzione;

 

 

RILEVA non pienamente corrispondente alla prospettiva strategica della Provincia il Bilancio Regionale 2000 giudicato “inadeguato e incoerente” il 20 gennaio da Confcommercio Piemonte;

 

 

DA’ ATTO tuttavia, alla Giunta Ghigo di aver colto, argomentato e sostenuto nel successivo Programma Regionale di Sviluppo, tra le politiche accreditate all’imprenditorialità, quella per le piccole e medie imprese in termini di obiettivi fondamentali per “la creazione delle migliori condizioni possibili per lo sviluppo delle imprese commerciali e artigianali”;

 

 

INVITA la Giunta Provinciale ad un preciso, puntuale e costante riscontro con la Regione Piemonte a verifica del perseguimento e conseguimento degli “obiettivi, progetti ed azioni per l’artigianato e per il commercio” fissati dal Piano Regionale di Sviluppo per creare le migliori condizioni possibili per lo sviluppo delle imprese commerciali e artigianali, armonizzando gli aspetti urbanistici ed elevando altresì la competitività del territorio regionale: Migliorare la qualità dei servizi a favore dell’utenza: La tutela del consumatore come premessa fondamentale per qualsiasi azione regionale;

 

 

SOLLECITA la Giunta Provinciale a promuovere la creazione di ulteriori particolari condizioni favorevoli sul credito e sulla formazione imprenditoriale.”

 

L’ordine del giorno, posto ai voti dal Presidente, viene approvato con 8 voti favorevoli, 5 contrari (minoranza) e 2 astenuti (Baltaro e Scheda), resi per alzata di mano, essendo 15 i Consiglieri presenti e votanti.

IL PRESIDENTE ne proclama l’esito.

Dopodichè riferisce che i Capigruppo hanno proposto il seguente ordine del giorno:

 

IL CONSIGLIO PROVINCIALE DI VERCELLI

 

 

VISTA la nota in data 21 febbraio 2000 con la quale il Presidente del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Vercelli richiama l’attenzione su una iniziativa legislativa denominata “Progetto Mirone”;

 

 

DATO ATTO che trattasi di un progetto di riforma del diritto societario che, all’art. 11, detta nuove norme sulla giurisdizione, con riferimento al settore societario, bancario e finanziario, al settore fallimentare e concorsuale, nonché a quello relativo alla concorrenza, brevetti e segni distintivi dell’impresa, prevedendo l’istituzione, presso i Tribunali delle città sedi, anche distaccate, di Corti d’Appello, di sezioni specializzate – con competenza riservata ai Presidente di tali sezioni – per la trattazione delle cause e dei ricorsi camerali che richiedono un elevato grado di conoscenza nei settori economico e finanziario;

 

 

OSSERVATO che, se tale progetto venisse approvato dal Parlamento così come proposto, i Tribunali periferici verrebbero privati della trattazione di queste materie con ripercussioni estremamente negative per la collettività;

 

 

RILEVATA l’irrazionalità di tale riforma che, in netto contrasto con i recenti indirizzi di razionalizzazione dei servizi, persegue l’obiettivo dell’accentramento dei poteri e che, se attuata, avrà una ricaduta negativa sulla funzionalità di un sistema già in condizioni precarie;

 

 

ESPRIME la più viva preoccupazione per la evidente e grave compressione che la ventilata riforma porterebbe alle funzioni giurisdizionali di Tribunali circondariali come quello di Vercelli, con conseguente intollerabile disagio per larghi strati della popolazione e per il gravissimo impoverimento che le classi professionali vercellesi verrebbero a subire, sotto il profilo culturale, dall’attuazione della voluta concentrazione nelle sedi di Corte d’Appello di un così rilevante flusso di attività giurisdizionale;

 

 

AUSPICA che, nel regolare materie che riguardano l’organizzazione giudiziaria nel suo complesso, con pesanti ricadute in ambito periferico, il Governo ed il Ministro competente vogliano attuare la preventiva consultazione degli Enti locali, nonché della classe Forense e degli Organismi e dei Consigli che la rappresentano

 

 

INVITA i Parlamentari locali, i Sindaci della provincia di Vercelli e tutte le forze politiche ad attuare ogni opportuno intervento al fine di scongiurare l’istituzione delle Sezioni Specializzate così come proposta dal “Progetto Mirone”.”

 

In merito intervengono i Consiglieri Romano, Ferraro, Demarchi e Julini ed il Presidente.

Non avendo più alcuno chiesto la parola, il suesteso ordine del giorno, posto ai voti dal Presidente, viene approvato a voti unanimi, resi per alzata di mano.

IL PRESIDENTE ne proclama l’esito.

Dopodichè riferisce che il Consigliere Bosso, facendo propria una richiesta della Sezione di Vercelli dell’Associazione Nazionale Alpini, ha presentato un ordine del giorno sulla riforma del servizio di leva con particolare riferimento alle Truppe Alpine.

Sull’argomento intervengono i Consiglieri Bosso e Julini.

Esce dall’aula il Presidente della Provincia, per cui i presenti risultano essere 14.

Non avendo più alcuno chiesto la parola, il Presidente sottopone ad approvazione il seguente ordine del giorno presentato sull’argomento dal Consigliere Julini nel corso della discussione:

 

“IL CONSIGLIO PROVINCIALE DI VERCELLI

 

 

CONSIDERATA la specificità del ruolo svolto dalle truppe alpine ed il loro tradizionale radicamento sul territorio, prezioso anche dopo il periodo del servizio militare, quando tramite l’Associazione Nazionale Alpini centinaia di migliaia di congedati continuano a svolgere una benemerita attività di protezione civile e di volontariato locale, nazionale ed internazionale

 

 

FA APPELLO AL GOVERNO affinchè, sia nel periodo transitorio che porterà all’istituzione del servizio militare professionale, sia quando questo servizio sarà a regime, preveda la prioritaria assegnazione alle truppe alpine dei volontari provenienti dalle tradizionali zone di reclutamento alpino del Nord e del Centro Italia.”

 

L’ordine del giorno, posto ai voti dal Presidente, viene respinto con 8 voti contrari (maggioranza), 5 favorevoli ed 1 astenuto (Scheda), resi per alzata di mano, essendo 14 i Consiglieri presenti e votanti.

IL PRESIDENTE ne proclama l’esito.

Entrano in aula il Presidente della Provincia ed Consigliere Fossale, per cui i presenti risultano essere 16.

Dopodichè il Presidente sottopone ad approvazione l’ordine del giorno presentato dal Consigliere Bosso nel seguente testo:

 

“IL CONSIGLIO PROVINCIALE DI VERCELLI

 

 

Alla luce dei grandi cambiamenti nel costume sociale e negli equilibri mondiali,

 

 

condivide e sostiene la necessità che le nostre Forze Armate siano profondamente ristrutturate e messe in condizione di rispondere al duplice compito di difendere la Patria e di sostenere l’importante ruolo che l'Italia è chiamata a svolgere sulla scena europea e internazionale.

 

 

ESPRIME perplessità e preoccupazione sul fatto che tali compiti possano essere forma di leva più moderna e adeguata alle nuove esigenze dei giovani, anche alla luce delle esperienze non positive di altri Stati.

 

 

ESPRIME a preoccupazione che l'abolizione di qualunque forma di leva, crei non solo fenomeni di disaffezione verso valori quali l'identità nazionale, la fedeltà alle istituzioni e il senso del dovere verso la collettività, ma anche forti squilibri territoriali in termini sia culturali sia operativi.

 

 

EVIDENZIA il rischio che la soppressione della leva, su base territoriale, porti alla scomparsa delle Truppe Alpine che, storicamente, svolgono sul territorio un ruolo importante non solo in termini di difesa ma anche di solidarietà e che hanno dimostrato e dimostrano anche nella storia recente, sulla scena europea e internazionale, grandi capacità come forza umanitaria e di pace onorando il nostro Paese.

 

 

AUSPICA che problemi di così grande portata e impatto per la vita e la storia di tutta la nostra società siano oggetto di un dibattito più ampio e approfondito di quanto finora sia stato fatto, in modo che le idee guida e le scelte conseguenti non siano verticistiche, ma diventino patrimonio dell'intera comunità nazionale.

 

 

DA’ MANDATO di far pervenire questo Ordine del giorno al Capo dello Stato, al Presidente del Consiglio dei ministri, al ministro della Difesa, al Presidente della Commissione Difesa, allo Stato Maggiore dell'Esercito e al Comando delle Truppe Alpine.”

 

L’ordine del giorno, posto ai voti dal Presidente, viene approvato con 11 voti favorevoli, resi per alzata di mano, essendo 16 i Consiglieri presenti e 11 i votanti, atteso che 5 Consiglieri (Julini, Ranghino, Ferraro, Demarchi e Zamboni), previa specifica dichiarazione al riguardo, non hanno partecipato alla votazione.

IL PRESIDENTE ne proclama l’esito.

Dopodichè riferisce che, in data 29 maggio 2000, è pervenuta la seguente mozione urgente a firma dei Consiglieri Fecchio, Demarchi, Ranghino, Ferraro e Julini:

 

“IL CONSIGLIO PROVINCIALE DI VERCELLI

 

 

Premesso che alla Provincia spettano compiti di programmazione economica, territoriale ed ambientale e che in forza di tali compiti Le è stato riconosciuto dalla Legge nazionale e regionale di approvare il Piano Pluriennale di Sviluppo Socio - economico adottato dalle Comunità Montane;

 

 

Visto che la Comunità Montana Valsesia, unica esistente sul territorio provinciale, ha adottato tale Piano e lo ha trasmesso a questa Provincia in data 5 aprile 2000 per l’approvazione;

 

 

Considerato il rilievo politico - amministrativo del Piano che getta le basi per costituire un nuovo ruolo centrale della Comunità Montana nello sviluppo del territorio;

 

 

Considerato che il territorio della Comunità Montana è largamente sovrapponibile a quello del Circondario valsesiano istituito da questa Provincia, quale sede privilegiata di partecipazione allo sviluppo concertato del territorio;

 

 

IMPEGNA LA GIUNTA a procedere con sollecitudine e nei termini stabiliti dalla legge all’approvazione del Piano Pluriennale di Sviluppo della Comunità Montana Valsesia, esercitando attivamente le funzioni amministrative che le leggi le assegnano raccordando ed accelerando in tal modo i propri processi di sviluppo con quelli di una rilevante parte del proprio territorio.”

 

Entra in aula il Consigliere Bertola, per cui i presenti risultano essere 17.

Intervengono l’Assessore Bondetti ed il Consigliere Julini.

IL PRESIDENTE, dopo aver preso atto che il Consigliere Julini, in accordo con gli altri firmatari, ha dichiarato di ritirare la mozione, informa che, in data 29 maggio 2000, è pervenuta una mozione a firma dei Consiglieri Fecchio, Demarchi, Ranghino, Ferraro e Julini per l’istituzione del Distretto Agroindustriale del Riso.

Intervengono i Consiglieri Julini e Romano.

Non avendo più alcuno chiesto la parola, il Presidente sottopone ad approvazione il seguente documento, nel testo concordato nel corso della discussione:

 

“Il Consiglio Provinciale DI VERCELLI

 

 

Richiamate le iniziative legislative assunte anche da questo Organo elettivo per istituire il "Distretto Agroindustriale del Riso", seguite con interesse ed impegno anche dalla nuova Giunta Provinciale, come si evince dalla risposta all'interrogazione del 22.3.2000 a firma del Consigliere Norberto Julini;

 

 

Considerato che:

 

 

·              lo scorso 28 gennaio la competente Commissione consiliare regionale ha licenziato il testo unificato delle due proposte di legge riferite al Distretto del riso: quella presentata dalla Provincia di Vercelli, sottoscritta dai rappresentanti dei Gruppi consiliari regionali e quella presentata dalla Giunta regionale;

 

 

·              il testo unificato non è mai stato discusso dal Consiglio Regionale a causa dello scioglimento dell’Esecutivo in vista della verifica elettorale;

 

 

PRESO ATTO CHE:

 

 

·              il nuovo Esecutivo regionale, a seguito delle recenti elezioni, è ormai operativo, peraltro con la presenza in Consiglio di un esponente vercellese di Forza Italia, nella persona di Luca Pedrale;

 

 

·              l’Assessore provinciale all’Agricoltura ha già preso contatti con il nuovo Assessore regionale Deodato Scanderebech in ordine alla problematica riferita all’approvazione della legge regionale sul Distretto del riso;

 

 

VALUTATA la crisi del settore risicolo, ormai giunta a livelli di guardia, ampiamente evidenziata nel corso della Settimana internazionale del Riso, tenutasi nelle province risicole dal 7 al 13 giugno scorso e, in particolare, nel corso del Convegno organizzato presso la Camera di Commercio di Vercelli, al quale hanno preso parte, tra gli altri, lo stesso Assessore regionale ed il Ministro delle Risorse Agricole e Forestali, Dott. Pecoraro Scanio;

 

 

IMPEGNA LA GIUNTA a farsi carico di promuovere ogni azione utile diretta alla rapida approvazione della Legge istitutiva del Distretto del riso.”

 

La mozione, posta ai voti dal Presidente, viene approvata a voti unanimi, resi per alzata di mano.

IL PRESIDENTE ne proclama l’esito.

Entra in aula il Consigliere Dago, per cui i presenti risultano essere 18.

Indi il Presidente riferisce che, in data 29 maggio 2000, è pervenuta la seguente mozione a firma dei Consiglieri Fecchio, Demarchi, Ranghino, Ferraro e Julini:

 

“IL CONSIGLIO PROVINCIALE DI VERCELLI

 

 

Riaffermato che i diritti dei bambini dovrebbero avere un valore universale, essere riconosciuti e tutelati da tutti, valere senza discriminazioni, senza frontiere, ieri, oggi e domani, sempre.

 

 

Constatato che i Governi del mondo continuano a tollerare che 250 milioni di bambini siano oggi costretti a lavorare anche 15 ore al giorno nelle fornaci, in miniera, ai telai, nei campi, nella strada, in situazioni pericolose per la loro salute e spesso in condizioni di schiavitù.

 

 

Considerato che in presenza di nuovi importanti accordi internazionali si deve sostenere la loro lotta e combattere questo scandalo intollerabile, cominciando a pretendere l’adempimento immediato degli impegni assunti dalle nostre Istituzioni per l’eliminazione di tutte le forme di sfruttamento dei bambini, a cominciare dalle più infami.

 

 

Visto che Mani Tese, Organismo contro la fame e per lo sviluppo dei popoli – ONLUS – Milano, promuove la Global March 2000, la Campagna Mondiale contro lo sfruttamento dei bambini che si svolgerà nell’arco di tre anni e che la nostra Associazione rilancia quest’anno in Italia in quanto coordinatore europeo del Movimento.

 

 

Visto che questa Provincia già aderì e partecipò alla precedente edizione

 

 

rinnova l’adesione alla Campagna ed in particolare alla Giornata Nazionale di Mobilitazione contro lo sfruttamento dei Bambini che verrà promossa in 60 città italiane il 10 giugno 2000.”

 

Intervengono i Consiglieri Julini e Donnianni.

Per tutti gli interventi di cui al presente atto si rinvia al nastro di registrazione della seduta odierna, n. 6/2000, ai sensi dell’art. 90, comma 4 del vigente Regolamento per l’Organizzazione ed il Funzionamento del Consiglio Provinciale.

Non avendo più alcuno chiesto la parola, la suestesa mozione, posta ai voti dal Presidente viene approvata a voti unanimi, resi per alzata di mano.

IL PRESIDENTE ne proclama l’esito.

La seduta termina alle ore 20,40.