Consiglio  Provinciale  di  Vercelli Sessione Straordinaria Seduta del 28 Marzo 2000

 

 

 

Atto n.  93

 

OGGETTO:      Mozioni e ordini del giorno (4943-5008-6502-7048) Prot. n. 7536

 

L'anno duemila addì ventotto del mese di marzo, in Vercelli, nella Sala delle Tarsie del Palazzo Provinciale, a seguito dell'avviso di convocazione in data 16 marzo 2000, n. 8093, diramato ai sensi della vigente normativa, alle ore 14.45, si è riunito il Consiglio Provinciale che è così composto:

 

 

BALTARO Giulio, Presidente della Provincia

 

BERTOLA Patrizio

BOSSO Carlo

BUONANNO Gianluca

CANOVA Gilberto

CHIAPPALONI Giovanni

CORGNATI Giovanni

DAGO Angelo

DE DOMINICI Gian Paolo

DEMARCHI Claudia

DONNIANNI Romano

FECCHIO Claudio

FERRARO Domenico

SCHEDA Roberto, Presidente del Consiglio

 

FOSSALE Ercole

GUGLIELMINO Valentino

JULINI Norberto

LAZZAROTTO Renzo

MAFFEI Ermanno

NASCIMBENE Roberto

RANGHINO Sandra

ROMANO Francesco

SAVIOLO Paolo

TRICERRI Giovanni

ZAMBONI Giancarlo

 

Il Presidente del Consiglio Avv. Roberto SCHEDA chiama in trattazione l’oggetto suindicato.

 

Dei sopracitati Consiglieri sono, al momento, assenti i Signori:

1.       BUONANNO Gianluca

2.       DE DOMINICI Gian Paolo

3.       DEMARCHI Claudia

4.       FERRARO Domenico

5.       LAZZAROTTO Renzo

6.       ZAMBONI Giancarlo

Assiste il Segretario Generale Dott. Fabio Guarnieri

 

 

IL PRESIDENTE chiama in trattazione l’argomento in oggetto ed informa che i Consiglieri Ferraro e Buonanno, che hanno dovuto abbandonare i lavori, hanno chiesto il rinvio ad altra seduta dell’esame, rispettivamente, delle mozioni su “Infestazione di Metcalfa Pruinosa” e su “Iniziative per rivalutare Pedaladora” e dell’ordine del giorno su “Rientro in Italia dei membri di Casa Savoia”.

 

Indi, dopo aver comunicato che il Consigliere Buonanno ha, altresì, dichiarato di ritirare l’ordine del giorno su ”Solidarietà agli elettori austriaci”, riferisce che, in data 18.2.2000, è pervenuto un ordine del giorno a firma del Consigliere Saviolo su “Tutela del patrimonio linguistico del Piemonte”.

 

Intervengono i Consiglieri Saviolo, Fossale, Fecchio, Tricerri, Julini e Ranghino.

 

Non avendo più alcuno chiesto la parola, il Presidente sottopone ad approvazione la proposta, formulata dal Consigliere Julini nel corso della discussione, di emendare il testo proposto eliminando i nomi – Enzo Ghigo e Roberto Rosso - e aggiungendo “piemontesi” riferito ai parlamentari eletti.

 

L’emendamento, posto ai voti dal Presidente, viene approvato con 16 voti favorevoli, 2 contrari (Ranghino, Fecchio) ed 1 astenuto (Tricerri), resi per alzata di mano, essendo 19 i Consiglieri presenti e votanti.

 

IL PRESIDENTE ne proclama l’esito.

 

Dopodichè pone in votazione il seguente ordine del giorno, nel testo come sopra emendato:

 

 

“IL CONSIGLIO PROVINCIALE DI VERCELLI

 

 

 

 

 

Premesso che il Senato della Repubblica ha approvato il disegno di legge n. 3366 recante “Norme di tutela delle minoranze linguistiche storiche” a firma degli Onorevoli Corleone, Boato e Ruffino, già, purtroppo, approvato dalla Camera in data 17 giugno 1998, trasformandolo in legge.

 

 

Visto che detta legge  non include il piemontese  nell’elenco delle lingue meritevoli di tutela da parte dello Stato, pur essendo il piemontese riconosciuto  fin dal 1981 tra le lingue minoritarie tutelate dal Consiglio d’Europa (Rapporto 4745).

 

 

Constatato che l’esclusione della lingua piemontese dagli idiomi protetti, disposta dalla succitata legge, rappresenta una deplorevole discriminazione poichè detta lingua,  autonomamente evolutasi nei secoli alla pari  delle altre lingue romane, ricca di una letteratura secolare, di numerose grammatiche e dizionari, figura negli  elenchi  delle lingue da tutelare compilati dall’UNESCO (UNESCO Red book of endangered languages: Europe del Prof. Tapani Salminen dell’Università di Helsinki) e dal Consiglio d’Europa con il succitato Rapporto 4745.

 

 

Evidenziata l’esistenza  del nesso inscindibile tra formazione delle strutture linguistiche e sviluppo delle strutture del pensiero, dal quale discende l’impegno alla promozione intellettuale, alla valorizzazione del patrimonio culturale esistente e dei diritti linguistici delle popolazioni.

 

 

Fatto presente che la realtà linguistica piemontese, con le potenzialità e gli strumenti espressivi storicamente elaborati, posseduti e tramandati dalla comunità, è parte essenziale della realtà culturale della nostra regione e, in quanto tale, è tutelata dalla legge Regionale n. 26/90, modificata nel 1997,

 

 

C H I E D E

 

 

Ø                                Al Parlamento della Repubblica proprio nel momento in cui ci si avvia verso una riforma dello Stato in senso federalista e di valorizzazione delle autonomie, di includere il Piemontese fra le lingue minoritarie d’Italia da salvaguardare e valorizzare, nel rispetto delle tradizioni idiomatiche, a tutela del patrimonio e dei diritti linguistici della Comunità Piemontese.

 

 

Ø                                Invita il Presidente della Regione Piemonte, i Parlamentari Piemontesi eletti e tutte le Associazioni interessate a farsi promotori di un disegno di legge in tal senso.

 

 

Ø                                Invia  il presente o.d.g. ai Sigg. Presidenti del Senato e della Camera, ai Capigruppo Parlamentari, ai Parlamentari eletti nella Regione Piemonte, ai Presidenti del Consiglio e della Giunta regionale del Piemonte, ai Presidenti delle altre Province Piemontesi, l’UNESCO, al Consiglio d’Europa e gli organi di informazione.”

 

 

Esso viene approvato con14 voti favorevoli, 4 contrari (minoranza) ed 1 astenuto (Julini), resi per alzata di mano, essendo 19 i Consiglieri presenti e votanti.

 

IL PRESIDENTE ne proclama l’esito.

 

Dopodichè riferisce che, in data 21. 2.2000, è pervenuto l’ordine del giorno a firma dei Consiglieri Fossale e Dago, nel testo che si allega sub a) al presente atto.

 

Esce dall’aula il Consigliere Fecchio, per cui i presenti risultano essere 18.

 

Intervengono i Consiglieri Fossale e Tricerri.

 

Non avendo più alcuno chiesto la parola, l’ordine del giorno, posto ai voti dal Presidente, viene approvato con 14 voti favorevoli e 4 astenuti (Corgnati, Julini Ranghino, Tricerri), resi per alzata di mano, essendo 18 i Consiglieri presenti e votanti.

 

IL PRESIDENTE ne proclama l’esito.

 

Dopodichè riferisce che, in data 2.3.2000, è pervenuta la seguente mozione a firma dei Consiglieri Nascimbene e Canova:

 

 

“IL CONSIGLIO PROVINCIALE DI VERCELLI

 

 

 

 

 

RILEVATO CHE  nel luglio di quest’anno ricorre il settantennio  del raid aereo Vercelli - Tokio compiuto dal vercellese Francis Lombardi a bordo di un piccolo aereo da turismo Fiat;

 

 

 

 

 

RITENUTO CHE la trasvolata del pilota vercellese per quei tempi fu un’azione straordinaria ed ebbe vasta eco sulla stampa di tutti il mondo;

 

 

 

 

 

CONSIDERATO CHE è il dovere  dell’istituzione rendere merito a quei cittadini che hanno dato lustro al proprio territorio;

 

 

 

 

 

I M P E G N A

 

 

 

 

 

la Giunta Provinciale ad attivarsi per rendere onore alla pionieristica impresa di Francis LOMBARDI, facendo in modo che l’aviatore venga ricordato con opportune iniziative in occasione del 70° anniversario.”

 

 

 

 

 

Intervengono i Consiglieri Nascimbene, Julini e Tricerri e l’Assessore Riva Vercellotti.

 

 

 

 

 

Non avendo più alcuno chiesto la parola, la suestesa mozione, posta ai voti dal Presidente, viene approvata a voti unanimi, resi per alzata di mano.

 

 

 

 

 

IL PRESIDENTE ne proclama l’esito.

 

 

 

 

 

Entra in aula il Consigliere Fecchio, per cui i presenti risultano essere 19.

 

 

 

 

 

Intervengono il Presidente ed il Consigliere Fecchio il quale dichiara di ritirare la mozione su “ trasmissione immediata del Piano territoriale alla Regione”.

 

 

Infine il Presidente riferisce che, in data 8.3.2000, unitamente alla richiesta di convocazione del Consiglio a firma dei Consiglieri Fecchio, Ferraro, Tricerri, Julini Ranghino e Corgnati è pervenuta una mozione sull’individuazione di una nuova sede degli uffici provinciali per la vendita di Palazzo Tartara all’Università.

 

Intervengono il Consigliere Julini ed il Presidente della Provincia.

 

Escono dall’aula i Consiglieri Donnianni, Guglielmino e Nacsimbene, per cui i presenti risultano essere 16.

 

Per tutti gli interventi di cui al presente atto si rinvia al nastro di registrazione della seduta odierna, n. 3/2000, ai sensi dell’art. 90, comma 4 del vigente Regolamento per l’Organizzazione ed il Funzionamento del Consiglio Provinciale.

 

 

Non avendo più alcuno chiesto la parola, il Presidente sottopone ad approvazione la seguente mozione:

 

 

“Il Consiglio Provinciale DI VERCELLI

 

 

 

 

 

Considerato che la Provincia finora ha provveduto a dare sedi al Politecnico ed all’Università, pagando con risorse proprie l’acquisto dell’ex Collegio San Giuseppe ed ospitando  presso Palazzo Tartara la Facoltà di Lettere e Filosofia;

 

 

Visto che, proseguendo in tale impegno, la precedente Amministrazione aveva deliberato  di vendere il palazzo e di utilizzare i proventi per ristrutturazione le palazzine ex-Ipai, rendendolo totalmente disponibile per l’Università  e conseguendo anche il duplice risultato di recuperare le palazzine per gli uffici provinciali dell’ufficio Tecnico e del Settore Ambiente, nonchè del Provveditorato agli Studi, e di realizzare un decentramento di uffici pubblici in periferia con notevole sollievo del traffico nel centro storico.

 

 

Constatato che la nuova Amministrazione Baltaro ha cancellato questa soluzione;

 

 

Vista la gravità di questa decisione che rinvia a non si sa quando la soluzione al problema urgente di dare casa all’Università non essendo note alternative attuabili nello stesso arco temporale.

 

 

Essendo ampiamente noto e condiviso dall’opinione pubblica che la città e la provincia ripongono tante giuste attese nel progressivo insediamento universitario;

 

 

Riscontrate anche sulla stampa locale recenti denuncie circostanziate del fatto che sedi anguste, inadeguate e disperse nella città non incoraggiano nè i docenti, nè gli studenti a scommettere su Vercelli città universitaria;

 

 

Richiamate le dichiarazioni rese in una precedente seduta del Consiglio da parte del Presidente circa l’impegno a fornire indicazioni precise e definitive in merito;

 

 

Constatato il permanere della situazione d’incertezza e di conseguente rinvio di ogni decisione in merito, a seguito delle dichiarazioni rese dal Presidente nella seduta del 22 febbraio scorso, in risposta ad interpellanza sull’argomento;

 

 

 

 

 

Impegna la Giunta

 

 

 

 

 

ad adempiere a tale impegno, rendendo comunicazioni risolutive al Consiglio entro il termine di trenta giorni ed, ove le alternative non si presentino realistiche e praticabili in tempi rapidi, a rivedere la propria opposizione al progetto avviato dalla precedente amministrazione per la ristrutturazione delle palazzine ex-Ipai.”

 

 

 

La mozione, posta ai voti dal Presidente, viene respinta con 11 voti contrari (maggioranza) e 5 favorevoli, resi per alzata di mano, essendo 16 i Consiglieri presenti e votanti.

 

IL PRESIDENTE ne proclama l’esito.

 

La seduta termina alle ore 20,15.