Consiglio Provinciale di Vercelli Sessione Straordinaria Seduta del 22 febbraio 2000

 

Atto n. 77

OGGETTO:       Ordine del giorno su "Iniziativa nazionale UPI "Italia che ricicla"". Prot. n. 4009

L'anno duemila addì ventidue del mese di febbraio, in Vercelli, nella Sala delle Tarsie del Palazzo Provinciale, a seguito dell'avviso di convocazione in data 16 febbraio 2000, n. 4542, diramato ai sensi della vigente normativa, alle ore 15.00, si è riunito il Consiglio Provinciale che è così composto:

 

BALTARO Giulio, Presidente della Provincia

BERTOLA Patrizio
BOSSO Carlo
BUONANNO Gianluca
CANOVA Gilberto
CHIAPPALONI Giovanni
CORGNATI Giovanni
DAGO Angelo
DE DOMINICI Gian Paolo
DEMARCHI Claudia
DONNIANNI Romano
FECCHIO Claudio
FERRARO Domenico

SCHEDA Roberto, Presidente del Consiglio

FOSSALE Ercole
GUGLIELMINO Valentino
JULINI Norberto
LAZZAROTTO Renzo
MAFFEI Ermanno
NASCIMBENE Roberto
RANGHINO Sandra
ROMANO Francesco
SAVIOLO Paolo
TRICERRI Giovanni
ZAMBONI Giancarlo

 

 

Il Vice Presidente del Consiglio Rag. Gianluca BUONANNO chiama in trattazione l’oggetto suindicato.

 

Dei sopracitati Consiglieri sono, al momento, assenti i Signori:

                                                                     

  1. CHIAPPALONI Giovanni
  2. SCHEDA Roberto

 

 

 Assiste il Segretario Generale Dott. Fabio Guarnieri

IL VICE PRESIDENTE chiama in trattazione l’argomento in oggetto e riferisce che, su proposta dell’U.P.I., è stato predisposto il seguente ordine del giorno:

 

 

"IL CONSIGLIO PROVINCIALE DI VERCELLI

 

 

VISTO il decreto legislativo 5 febbraio 1997, n. 22 (così come modificato dal Decreto legislativo 8 novembre 1997, n. 389), con cui viene data attuazione alle direttive 91/156/CEE sui rifiuti, 91/689/CEE sui rifiuti pericolosi e 94/62/CEE sugli imballaggi e sui rifiuti di imballaggio, e che introduce una chiara e innovativa gerarchia nella gestione dei rifiuti (riduzione, riutilizzo, recupero di materia prima, recupero di energia, smaltimento), tendente ad assicurare, attraverso una responsabilizzazione e cooperazione di tutti i soggetti coinvolti una elevata protezione dell'ambiente e controlli efficaci;

 

 

RITENUTO di esprimere un giudizio sostanzialmente positivo nei confronti dell'impianto generale del Decreto n. 22/97, e in particolare rispetto al potenziamento del ruolo e delle funzioni provinciali nella gestione dei rifiuti urbani, con l'affidamento alle Province delle competenze relative al controllo e alla verifica delle attività di gestione dei rifiuti, alla organizzazione delle attività di raccolta differenziata e alla programmazione e all'organizzazione dello smaltimento dei rifiuti, nella prospettiva delineata già dalla L. 142/90, ripresa e confermata dalla L. 59/97 e dal Decreto legislativo 112/98, in cui l'ente Provincia viene rafforzato nel suo ruolo cardine e di riferimento per la pianificazione e la programmazione del territorio;

 

 

VISTE le importanti competenze che il decreto in questione affida alle Regioni (predisposizione e adozione dei piani regionali di gestione dei rifiuti, regolamentazione delle attività, delimitazione degli ambiti ottimali, ecc.);

 

 

VISTE le percentuali minime di raccolta differenziata, stabilite progressivamente nel 15 %, 25% e 35 % dei rifiuti prodotti, che devono essere assicurate a livello di ambito territoriale ottimale;

 

 

CONSIDERATE le differenti situazioni legislative esistenti a livello regionale in materia di gestione dei rifiuti, che hanno determinato un panorama disomogeneo di destinazione alle Province delle competenze previste nel Decreto legislativo n. 22/97, e che hanno prodotto differenti gradi di efficacia nella gestione dei rifiuti;

 

 

CONSIDERATO che, ritenendo necessario il passaggio dal regime di tassa a quello di tariffa dei rifiuti, per il completamento del disegno riformatore, è altresì indispensabile che questo sia accompagnato dalla soluzione di problemi ancora aperti, così come è necessario garantire alla Province l'applicabilità del tributo ambientale per l'esercizio delle funzioni di tutela, protezione e igiene dell'ambiente, di competenza provinciale;

 

 

RILEVATO che la L.R. 59/95 ha provveduto altresì a delegare alle Province piemontesi le competenze in materia di autorizzazioni;

 

 

VISTA la Legge 5 gennaio 1994, n. 36 "Disposizioni in materia di risorse idriche", che realizza una netta separazione tra le funzioni di governo, come, ad esempio, la delimitazione degli ambiti, l'organizzazione dei servizi e il controllo (affidate alle Regioni e agli Enti locali) e le funzioni di gestione attiva (affidate ad aziende, enti e consorzi), separazione che invece non si rinviene nel Decreto legislativo n. 22/97, anche se, a livello piemontese, risulta in parte realizzata con la citata L.R. 59/95;

 

 

FATTO PRESENTE che:

 

 

·         il Decreto legislativo n. 22/97, prevede all'art. 23 comma 1 che "Salvo diversa disposizione stabilita con legge regionale, gli ambiti territoriali ottimali per la gestione dei rifiuti urbani sono le Province";

 

 

·         al secondo comma del citato articolo si stabilisce inoltre che "Per esigenze tecniche o di efficienza nella gestione dei rifiuti urbani, le Province possono autorizzare gestioni anche a livello subprovinciale purché anche in tali ambiti territoriali sia superata la frammentazione della gestione";

 

 

ATTESO che il Piano Regionale di gestione dei rifiuti, approvato dalla Regione Piemonte con Deliberazione del Consiglio Regionale n. 436-115

 

 

46 del 30.7.1997, prevede:

 

 

·         la suddivisione degli ambiti territoriali ottimali in bacini, previsti dalla L.R. n. 59 del 13.4.1995 che costituiscono il riferimento per la realizzazione degli impianti di trattamento e smaltimento dei rifiuti urbani del sistema integrato;

 

 

·         per le Province di Biella, Novara, Verbano Cusio Ossola, e Vercelli, una coincidenza tra l'ambito territoriale ottimale, corrispondente al territorio della Provincia e il bacino;

 

 

CONSIDERATO che il citato Piano Regionale al punto 3.2.5, della Sezione 1, relativa al Sistema integrato di gestione dei rifiuti urbani e dei rifiuti prodotti dalla depurazione delle acque reflue, prevede la possibilità di realizzare il sistema integrato tra gli ambiti ottimali delle Province di Biella, Novara, Verbano Cusio Ossola, e Vercelli determinando sulla base dei quantitativi di rifiuti prodotti e della situazione impiantistica esistente attualmente, il fabbisogno impiantistico ancora da realizzare;

 

 

ATTESO che anche i Programmi delle Province di Biella, Novara, Verbano Cusio Ossola e Vercelli, prevedono la possibilità di creare un sistema integrato per il trattamento e lo smaltimento tra le quattro Province;

 

 

DATO ATTO che tale soluzione, essendo a servizio di più ambiti territoriali ottimali, deve essere definita all'interno di intese tra le Province interessate;

 

 

CONSIDERATO che la realizzazione di un sistema integrato per il trattamento e lo smaltimento dei rifiuti fra le quattro Province potrebbe consentire di ottimizzare la gestione degli impianti, esistenti e da realizzare, in termini di efficienza e di minori costi, e potrebbe anche fornire maggiori garanzie dal punto di vista dell'impatto ambientale sui rispettivi territori, in quanto ridurrebbe il numero di impianti presenti sul territorio di ciascuna provincia;

 

 

RITENUTO pertanto opportuno valutare tale eventualità prevedendo uno studio da effettuarsi con modalità da concordarsi con le altre tre Province;

 

 

DICHIARA

 

 

che, condividendo l'impostazione del Decreto legislativo n. 22/97, l'individuazione degli ambiti territoriali ottimali rappresenta un passaggio fondamentale per soddisfare indirizzi, obiettivi e gerarchia nella gestione integrata dei rifiuti;

 

 

SOLLECITA

 

 

un impegno comune di tutti i soggetti coinvolti, affinché si attivino per giungere a una effettiva riduzione della produzione e della pericolosità dei rifiuti e sia garantito l'effettivo riciclaggio dei materiali provenienti dalle raccolte differenziate;

 

 

SOLLECITA

 

 

che, nell'ambito della gerarchia nella gestione dei rifiuti individuata dalla direttiva europea e recepita dalla norma italiana, il recupero energetico dei rifiuti sia considerato come un elemento integrativo, e in nessun caso sostitutivo, della riduzione dei rifiuti e del recupero di materia prima;

 

 

SOLLECITA

 

 

che si vada verso un rapido superamento della discarica come sistema prevalente nella gestione dei rifiuti;

 

 

SOLLECITA

 

 

una normativa integrativa al Decreto legislativo n. 22/97, che permetta una chiara identificazione della funzione di governo e della funzione di gestione, e una piena integrazione con le altre leggi esistenti, così come innanzitutto con la Legge n. 36/94 e il disegno di legge di riordino dei servizi pubblici locali;

 

 

SOLLECITA

 

 

l'organizzazione di un sistema di educazione ambientale non soltanto nelle scuole, a favore degli studenti di ogni ordine e grado, ma che coinvolga anche gli adulti; parallelamente, la tematica ambientale sulla gestione integrata dei rifiuti dovrà esser oggetto di una comunicazione informativa continua alla collettività, evitando il semplice ricorso a campagne specifiche e di breve durata, legate a eventi particolari;

 

 

SOLLECITA

 

 

l'adozione, da parte del Governo e del sistema industriale, di una politica di qualificazione dei processi produttivi e dei prodotti, volta alla riduzione dei rifiuti;

 

 

IMPEGNA

 

 

la Giunta Provinciale a definire le intese con le tre Province limitrofe di Biella, Novara e Verbano-Cusio-Ossola, per l'elaborazione di uno studio che valuti l'opportunità di realizzare un sistema integrato interprovinciale per il trattamento e lo smaltimento dei rifiuti urbani, così come indicato nel Piano Regionale e nei Programmi delle quattro Province."

 

 

Indi il Vice Presidente dà la parola all’Assessore Borasio il quale, prima di passare all’illustrazione dell’ordine del giorno, invita a procedere alla presentazione dei due cd rom messi a punto dal Settore Ambiente e destinati, il primo, alle Aziende interessate ad attivare progetti in campo ambientale e, l’altro, agli studenti.

 

Segue la presentazione dei cd da parte delle dott.sse Manuela Patrucco e Raffaella Pagano.

 

 

Esce dall’aula il Consigliere Guglielmino, per cui i presenti risultano essere 22.

 

Indi intervengono l’Assessore Borasio ed i Consiglieri Fecchio, Tricerri, Fossale, Donnianni, Julini e Ferraro.

 

Dopodichè vengono poste in votazione dal Vice Presidente, complessivamente e a titolo di emendamenti soppressivi, le parti del suesteso ordine del giorno contraddistinte dai riquadri, ottenendo il seguente esito che il Vice Presidente comunica all’Assemblea:

 

Consiglieri presenti : n. 22

 

voti favorevoli: n. 9

 

voti contrari: n.12 (maggioranza)

 

astenuti n. 1 (Buonanno)

 

Esce dall’aula il Consigliere Zamboni, per cui i presenti risultano essere 21.

 

Indi intervengono, a più riprese, i Consiglieri Julini, Fossale, Demarchi, Tricerri, Fecchio, Ferraro, Romano, De Dominici e Saviolo.

 

Dopo l’intervento del Consigliere Romano, riassume la presidenza della seduta il Presidente del Consiglio, Avv. Roberto Scheda; i presenti risultano essere 22.

 

           

 

Dopodiché il Presidente formula la proposta di votare la restante parte dell’ordine del giorno e, successivamente, passare alla votazione del testo complessivo.

 

Invita, quindi, i Consiglieri ad esprimersi.

 

           

 

La votazione non si conclude in quanto, dopo il conteggio dei voti favorevoli, che risultano essere 8, il Presidente ritiene di non dover procedere ulteriormente, stante i contemporanei e molteplici interventi in merito da parte di diversi Consiglieri.

 

Quindi il Presidente, per uscire dalla situazione venutasi a creare, pone in votazione, separatamente, ciascun capoverso dell’ordine del giorno presentato.

 

Esiti delle votazioni che il Presidente comunica all’Assemblea e che di seguito si riassumono:

 

 

 

Consiglieri presenti: n. 22

 

capoversi contraddistinti dai riquadri:

 

voti favorevoli:    n. 13

 

voti contrari:      n. 8 (minoranza)

 

astenuti            n. 1 (Buonanno)

 

Restanti capoversi:

 

voti favorevoli:     n. 21

 

astenuti:            n. 1 (Buonanno)

 

 

 

Per tutti gli interventi di cui al presente atto si rinvia al nastro di registrazione della seduta odierna, n. 2/2000, ai sensi dell’art. 90, comma 4 del vigente Regolamento per l’Organizzazione ed il Funzionamento del Consiglio Provinciale.

 

Dopodiché il Presidente pone in votazione il testo complessivo dell’ordine del giorno.

 

Esso viene approvato con 13 voti favorevoli, 8 contrari (minoranza) ed 1 astenuto (Buonanno), resi per alzata di mano, essendo 22 i Consiglieri presenti e votanti.

 

IL Presidente ne proclama l’esito.