Consiglio Provinciale di Vercelli Sessione Straordinaria Seduta del 18 Gennaio 2000

Atto n. 68

OGGETTO: Mozioni e ordini del giorno (38344 – 39087). Prot. n. 40301

L'anno duemila addì diciotto del mese di gennaio, in Vercelli, nella Sala delle Tarsie del Palazzo Provinciale, a seguito dell'avviso di convocazione in data 12 gennaio 2000, n. 644, diramato ai sensi della vigente normativa, alle ore 15.30, si è riunito il Consiglio Provinciale che è così composto:

 BALTARO Giulio, Presidente della Provincia

BERTOLA Patrizio
BOSSO Carlo
BUONANNO Gianluca
CANOVA Gilberto
CHIAPPALONI Giovanni
CORGNATI Giovanni
DAGO Angelo
DE DOMINICI Gian Paolo
DEMARCHI Claudia
DONNIANNI Romano
FECCHIO Claudio
FERRARO Domenico

SCHEDA Roberto, Presidente del Consiglio

FINOCCHI Fabrizio
FOSSALE Ercole
GUGLIELMINO Valentino
JULINI Norberto
LAZZAROTTO Renzo
MAFFEI Ermanno
NASCIMBENE Roberto
RANGHINO Sandra
SAVIOLO Paolo
TRICERRI Giovanni
ZAMBONI Giancarlo

 

Il Presidente del Consiglio Avv. Roberto SCHEDA chiama in trattazione l’oggetto suindicato.

Dei sopracitati Consiglieri sono, al momento, assenti i Signori:

  1. BERTOLA Patrizio
  2. DAGO Angelo
  3. DONNIANNI Romano

 

 

Assiste il Segretario Generale Dott. Fabio Guarnieri

IL PRESIDENTE chiama in trattazione l'argomento in oggetto e riferisce che, rispettivamente in data 15.11.1999 e 23.11.1999, i Consiglieri Buonanno e Julini hanno presentato le seguenti mozioni che, per analogia di argomento, vengono trattate congiuntamente:

"IL CONSIGLIO PROVINCIALE

PEMESSO che la Provincia di Vercelli è composta in pratica da due Poli (Valsesia e Vercellese) con sostanziali differenze sia territoriali che economiche;

CONSIDERATO che da più parti si propone l’allargamento della Provincia di Vercelli al Casalese con conseguente rafforzamento della Provincia, ma con l’inevitabile ulteriore spostamento del suo baricentro verso sud;

RITENUTO di verificare quale dovrà essere il futuro della Valsesia;

TENUTO CONTO che è urgente trovare delle soluzioni soddisfacenti alle esigenze del Territorio Valsesiano:

DELIBERA DI ISTITUIRE

e formare un "tavolo di lavoro" composto da due membri della maggioranza, due della minoranza e dal Presidente della Provincia o suo delegato, per verificare le soluzioni possibili e cercare di risolvere le numerose problematiche della Valsesia ed eventualmente allargare il discorso ad altre zone della Provincia di Vercelli che hanno simili difficoltà"

 

"IL CONSIGLIO PROVINCIALE

Vista la norma dello Statuto della Provincia di Vercelli che ha previsto l’istituzione del Circondario Valsesiano per favorire la partecipazione ed il decentramento di uffici e servizi provinciali, riconoscendo la specificità socioeconomica e territoriale della Valsesia;

Considerato che sul territorio Valsesiano è istituita ed operante una Comunità Montana di primaria importanza in ambito regionale, cui la legislazione demanda l’attuazione di piani di sviluppo socioeconomico locale e la gestione di servizi comunali in forma associata, nonché compiti di pianificazione territoriale d’intesa con i Comuni ed in ultimo funzioni in campo agricolo recentemente conferite dalla Regione;

Considerato che per molte delle funzioni sopra descritte la Provincia è interessata a mantenere e sviluppare le più proficue forme di collaborazione con la Comunità Montana Valsesia;

Ricordato che è già stato istituito un ufficio decentrato in Borgosesia operativo per alcune funzioni amministrative;

Valutato opportuno rinforzare l’operatività decentrata della Provincia in Valsesia e considerare i possibili trasferimenti di funzioni provinciali alla Comunità stessa ed i migliori raccordi funzionali degli stessi uffici

IMPEGNA LA GIUNTA

Ad avviare un tavolo negoziale paritetico tra l’Amministrazione Provinciale e la Comunità Montana Valsesia per attuare il trasferimento di funzioni alla Comunità Montana o la gestione convenzionata di tutti quei servizi di competenza provinciale che potrebbero più opportunamente essere gestiti in loco e il raccordo funzionale degli uffici con la stessa.

A chiedere alla Regione Piemonte di promuovere una conferenza interistituzionale dei servizi con la Comunità Montana al fine di avere un tavolo comune per il coordinamento su problemi come i piani urbanistici, i dissesti idrogeologici, fra gli altri e l’organizzazione della gestione delle funzioni recentemente conferite a Provincia e comunità montana dalla legislazione regionale."

Intervengono i Consiglieri Buonanno, Julini, Finocchi e Guglielmino ed il Presidente della Provincia.

Esce dall’aula il Consigliere Fossale, per cui i presenti risultano essere 21.

Non avendo più alcuno chiesto la parola, la mozione presentata dal Consigliere Buonanno e sovra riportata, posta ai voti dal Presidente viene respinta con 9 voti contrari (maggioranza con esclusione di Baltaro, Scheda e Buonanno), 1 favorevole e 11 astenuti (Corgnati, Demarchi, Ranghino, Tricerri, Zamboni, De Dominici, Julini, Fecchio, Ferraro, Baltaro, Scheda), resi per alzata di mano, essendo 21 i Consiglieri presenti e votanti.

Il Presidente ne proclama l’esito.

Entra in aula il Consigliere Fossale, per cui i presenti risultano essere 22.

Dopodichè intervengono i Consiglieri Guglielmino, Finocchi, De Dominici e Tricerri.

Per tutti gli interventi di cui al presente atto si rinvia al nastro di registrazione della seduta odierna, n. 1/2000, ai sensi dell’art. 90, comma 4 del vigente Regolamento per l’Organizzazione ed il Funzionamento del Consiglio Provinciale.

Escono dall’aula i Consiglieri Zamboni e Buonanno, per cui i presenti risultano essere 20.

Non avendo più alcuno chiesto la parola, la mozione presentata dal Consigliere Julini, nel testo sovra riportato, posta ai voti dal Presidente, viene respinta con 10 voti contrari (maggioranza esclusi Baltaro e Scheda), 8 favorevoli e 2 astenuti (Baltaro, Scheda), resi per alzata di mano, essendo 20 i Consiglieri presenti e votanti.

Il Presidente ne proclama l’esito.

Dopodichè propone una inversione dell’ordine del giorno onde passare alla trattazione dei punti 3) e 4), dianzi sospesa.

La proposta, posta ai voti dal Presidente, viene approvata a voti unanimi, resi per alzata di mano.

Il Presidente ne proclama l’esito.